La crisi Covid morde meno che altrove: ferito ma “salvo” il turismo made in Belluno

La crisi Covid morde meno che altrove: ferito ma “salvo” il turismo made in Belluno

I numeri dicono una cosa, i bilanci di attività, alberghi, bar e ristoranti esprimono sicuramente un’altra lingua. Ma il dato – matematico – parla chiaro: la provincia di Belluno è tra le quattro migliori per performance turistica nell’anno della pandemia. O meglio: in un mare nero di segni negativi, è tra le quattro che hanno perso percentualmente meno in termini di presenze. Lo spiegano i dati Istat, rielaborati a livello nazionale dal Sole 24 Ore. Il quotidiano economico infatti ha stilato la classifica delle province turistiche nel Covid. Risultato? Belluno si salva.

Premessa doverosa: le Dolomiti bellunesi si salvano a livello di dato percentuale. Che significa anche un’altra cosa: i numeri assoluti erano bassi prima (più bassi di Trentino e Alto Adige, tanto per fare un esempio vicino). Ma significa anche che la voglia di montagna è tanta, anche della montagna meno scintillante e più vicina a casa. Nei numeri infatti pesa moltissimo il turismo di prossimità dell’estate 2020.

LA CLASSIFICA

Secondo l’Istat, nel 2020 il numero di presenze negli alberghi e nelle strutture ricettive è calato mediamente del 50%. Dimezzato. Ma con diversificazioni importanti nelle varie zone dello Stivale. Così, Firenze e Roma hanno perso l’80% di presenze, Milano e Napoli rispettivamente il 72 e il 71%. Facile spiegare il motivo: il blocco dei voli e l’annullamento degli spostamenti tra Stati ha di fatto azzerato i visitatori provenienti dall’estero, core business delle principali città italiane. 

In Veneto, -61% Padova, -58% Verona, -57% Treviso e -56% Venezia. Belluno si salva molto di più: con il suo -25% risulta la quarta provincia d’Italia, dietro a Macerata (-13%), Campobasso (-20%) e l’Aquila (-24%). In termini numerici significa 1 milione di presenze in meno che per i bilanci di chi di turismo vive è un numero importante. Però, il calo contenuto può costituire la base su cui costruire l’estate 2021. Tanto più se l’afa della pianura richiamerà gente in cerca di fresco tra le montagne bellunesi.

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