Un protocollo sartoriale. Fatto su misura. Cucito attorno alle esigenze dell’Alpago. In tema di lupo è questa la proposta della Regione del Veneto, emersa ieri dal tavolo tecnico voluto dai sindaci (di Alpago, Chies e Tambre), agevolato dalla Provincia e partecipato dall’assessore regionale Cristiano Corazzari.
La Regione studierà la situazione dell’Alpago, dove il tasso di predazioni da lupo è elevatissimo. E poi proporrà a Ispra (il braccio operativo del Ministero dell’Ambiente) un protocollo d’intervento che avrà come perimetro di riferimento proprio il territorio alpagoto, con misure specifiche per prevenire e ridurre i danni provocati dal grande carnivoro, e per rendere il più pacifica possibile la convivenza tra le attività zootecniche e la presenza del lupo.
Una impostazione che di fatto va oltre le pratiche di dissuasione che già oggi possono essere messe in campo, dagli allarmi luminosi e sonori fino ai pallini di gomma. Senza dimenticare però che il lupo è animale soggetto a protezione massima.
«Dobbiamo essere chiari con i cittadini» ha detto l’assessore Corazzari. «Oggi il lupo, pur essendo in espansione, è considerato specie a rischio e quindi fortemente protetta secondo le direttive europee. Non è consentito in nessun caso l’abbattimento e ogni attività che riguarda la gestione del lupo deve essere preventivamente autorizzata».
È questo il motivo per cui verrà proposta una serie di misure ad hoc per l’Alpago, dove l’allevamento delle pecore è messo a forte rischio dalla presenza del lupo. E dove circola un certo allarme sociale per i continui avvistamenti di lupi che si avvicinano alle case e ai centri abitati.
«L’assessore ha ascoltato il territorio, raccogliendo le segnalazioni dei tre sindaci» spiega Alberto Peterle, primo cittadino di Alpago. «Abbiamo dimostrato che il territorio ha un problema specifico e quindi servono soluzioni specifiche».
Intanto, in attesa del protocollo sartoriale da proporre a Ispra, sono sempre valide alcune misure preventive di buon senso. Come ricoverare all’interno il più possibile gli animali di allevamento, ed evitare di lasciare rifiuti e cibo in giro, perché può diventare fonte di attrazione per i lupi.





