I giovani e la casa: per comprarla, a Belluno servono oltre 67 anni

I giovani e la casa: per comprarla, a Belluno servono oltre 67 anni

Comprare casa, per i giovani italiani, non è più un passo naturale verso l’indipendenza, ma un traguardo che si allontana sempre di più. Secondo lo studio “I giovani e la casa 2025” condotto da Ener2Crowd, piattaforma leader negli investimenti ESG, il 64% degli under 40 non è ancora riuscito a diventare proprietario. E circa un milione di giovani non può permetterselo. Tra chi ce l’ha fatta, quasi un terzo (32%) ha potuto farlo solo grazie all’aiuto economico dei genitori.

A Belluno, il quadro non è più rassicurante. Servono in media 67,5 anni per acquistare un immobile senza mutuo, e circa 55 anni anche con un finanziamento trentennale. Un dato che colloca la provincia tra le più critiche del Veneto, insieme a Venezia, Verona, Padova, Vicenza e Treviso.

Prezzi elevati, redditi stagnanti

«Il contesto è profondamente mutato rispetto a vent’anni fa – spiegano gli analisti di Ener2Crowd –. I redditi stagnanti, la diffusione dei contratti a termine e un mercato immobiliare in tensione rendono l’acquisto della casa un’impresa sempre più complessa». Il mutuo rimane la via quasi obbligata: il 70% dei millennial proprietari ha fatto ricorso a un finanziamento bancario, quota che sale al 75% nel Nord Italia. Ma se negli anni ’70 bastavano 20 anni di stipendio da operaio per comprare casa in centro, ricorda Paolo Baldinelli, Executive Chairman di Ener2Crowd, oggi serve oltre il triplo del tempo. Anche a Belluno, dove il mercato immobiliare è meno aggressivo rispetto alle grandi città, il divario resta comunque significativo.

Mutuo o risparmio? Entrambe le strade sono in salita

Senza mutuo, accumulare l’intero valore dell’immobile è quasi impossibile entro la vita lavorativa. Con il mutuo, la rata mensile resta spesso insostenibile per chi ha contratti precari o redditi bassi. E anche chi ha capitali da investire guarda al mattone con crescente diffidenza: rendimenti bassi, costi di manutenzione e tassazione rendono l’investimento immobiliare sempre meno appetibile.

Famiglie e Fondo di Garanzia: il vero motore dell’acquisto

Le difficoltà di accesso al credito restano significative, frenate da salari bassi e liquidità iniziale insufficiente. In questo contesto, il Fondo di Garanzia Prima Casa ha giocato un ruolo decisivo: nel 2024 circa 80 mila under 36 ne hanno beneficiato. Ma il sostegno più rilevante continua a venire dal nucleo familiare.

Circa 850 mila giovani acquirenti non avrebbero avuto accesso alla proprietà senza l’intervento dei genitori. Nel 70% dei casi, la famiglia ha garantito parte del mutuo, ridotto l’importo richiesto alla banca o coperto le spese accessorie. E per 278 mila giovani, l’aiuto è stato tale da permettere l’acquisto senza ricorrere ad alcun mutuo.

Mutui più tardi, case più piccole

Secondo i dati raccolti da Ener2Crowd nel primo semestre 2025, i mutui richiesti dagli under 40 hanno riguardato immobili con un prezzo medio di 200 mila euro e un finanziamento medio di 158 mila euro (pari al 79% del valore). La durata media dei piani è stata di 26 anni e l’età media dei richiedenti è salita a 38 anni: segnale che i giovani riescono ad acquistare la prima casa sempre più tardi, dopo aver consolidato carriera e risparmi.

Un doppio divario: Nord-Sud e chi può vs chi non può

«La conseguenza è un doppio divario – commenta Niccolò Sovico, CEO di Ener2Crowd –: tra Nord e Sud, dove i redditi più bassi aggravano l’inaccessibilità, e tra chi ha e chi non ha una rete familiare solida». A Belluno, come in molte province italiane, il rischio è che il mercato immobiliare diventi sempre più esclusivo, penalizzando chi non può contare su un patrimonio familiare.

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