Giro, trionfo di Kuss nel tappone dolomitico: vetrina mondiale per il Bellunese

Giro, trionfo di Kuss nel tappone dolomitico: vetrina mondiale per il Bellunese

Non ha vinto la maglia rosa Jonas Vingegaard, ma è come se avesse vinto comunque: nel tappone dolomitico del Giro d’Italia, da Feltre ad Alleghe, a trionfare è stato il suo uomo più fidato, Sepp Kuss.

La tappa regina della corsa, 151 chilometri e circa 5.000 metri di dislivello tra Duran, Staulanza, Giau e Falzarego fino ai Piani di Pezzè, ha attraversato le Dolomiti bellunesi regalando uno scenario unico, tra le vette più spettacolari del mondo. Ed è proprio all’ombra del Civetta che si è consumato il copione perfetto della Visma: libertà concessa e occasione sfruttata. Kuss, americano di 31 anni già vincitore della Vuelta 2023, ha colto l’attimo. Via libera dal capitano e fuga buona in una giornata in cui la maglia rosa poteva controllare senza rischi. Una “giornata di libertà” trasformata in successo, al termine di una lunga azione nata sulle salite dolomitiche e concretizzata nel finale durissimo verso Alleghe.

Davanti si muovono gli uomini di classifica e gli scalatori più attivi: Caruso, Pellizzari, Storer, Gee e Ciccone, protagonista per gran parte della tappa nella caccia ai Gran premi della montagna. Sul Giau, Cima Coppi di questo Giro, la corsa entra nel vivo, ma è sull’ultima ascesa, quella breve e violenta dei Piani di Pezzè, che si decide tutto. Kuss cambia passo, stacca tutti e si prende la scena. Dietro resistono gli inseguitori, con Gee secondo, mentre Vingegaard controlla senza forzare, gestendo la corsa e lasciando spazio al compagno. Insomma, se il danese non vince, fa vincere.

La giornata ha avuto anche un protagonista fuori dalla strada: il territorio. La diretta Rai, per oltre cinque ore, si è trasformata in una vetrina straordinaria per il Bellunese, tra racconto delle località, storia della Valle Imperina, il distretto dell’occhiale di Luxottica e le tradizioni della Val di Zoldo. Migliaia di spettatori hanno accompagnato la corsa, con circa 15 mila presenze registrate ai Piani di Pezzè, in un’atmosfera di grande partecipazione. Un tappone spettacolare, deciso sulle salite e immerso in un paesaggio unico, che ha confermato ancora una volta il valore sportivo e promozionale delle Dolomiti. E mentre Vingegaard resta padrone del Giro, il finale promette ancora battaglia.

L’impegno dell’Ulss 1

La giornata si è conclusa con 15 interventi delle postazioni SUEM per codici minori. Nella mattinata, lungo il percorso, a Selva di Cadore, è stato prontamente rianimato un uomo di 57 anni in arresto cardiaco, portato con Falco all’ospedale di Belluno dove ha eseguito, con esito positivo, un intervento di emodinamica.  Falco è intervenuto altresi a supporto dell’assistenza medica del Giro per un atleta caduto. Positivo il bilancio dei punti di promozione della salute che hanno fatto informazione per la prevenzione del melanoma e per sensibilizzare su stili di vita sani. Anche lo stand del suem ai Piani di Pezzè ha coinvolto numerosi passanti per insegnare la rianimazione cardio polmonare. «Ringrazio i 100 uomini e donne dell’ulss Dolomiti, dell’ulss 3 e delle Associazioni di volontariato del soccorso in servizio oggi al Giro – commenta il Commissario Dal Ben – la nostra organizzazione si conferma all’altezza dei grandi eventi sportivi».

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