Doveva essere un confronto a quattro. Uno dei pochi che avrebbe messo di fronte tutti i candidati alla successione a Paolo Perenzin sulla poltrona di sindaco di Feltre. E invece. Invece capita che la sfidante più accreditata del delfino Adis Zatta, Viviana Fusaro (la figlia d’arte sostenuta da tutto il Centrodestra) marchi visita. Impegnata in un meeting elettorale con l’europarlamentare Herbert Dorfmann.
E così, a parlare di welfare, sanità e giustizia sociale, nel confronto organizzato dallo Spi Cgil al museo Diocesano son rimasti in tre: oltre a Zatta, la reietta leghista Nadia Forlin e il fantastilistico Paolo Serrangeli.
Un’assenza che ha fatto rumore, quella di Fusaro, inutile girarci intorno. Non lo ha fatto Zatta. Che, da politico ormai consumato, ha sottolineato all’inizio del suo intervento come «Noi abbiamo rimandato tutti gli altri impegni, perché reputiamo più importante di tutto confrontarci faccia a faccia con i nostri avversari». Lo ha detto rivolto al pubblico. Che però era poco. Molto poco. Segno che la campagna elettorale feltrina (come d’altra parte si era già intuito) non scalda gli animi.
Orfani di Fusaro, i tre candidati hanno cercato di rispondere nel merito ai quesiti proposti da Maria Rita Gentilin, dopo la lunga introduzione di Renato Bressan, che ha presentato la corposa e puntuale analisi socio-economica di Feltre. Dalla quale si evince che il secondo polo provinciale è destinato, nel medio termine, ad un progressivo calo demografico: dagli attuali 20.321 abitanti si arriverà tra otto anni a 20.100. Solo nel 2021 il saldo demografico, tra morti, nati e migrazioni dice -170 abitanti. E come nel resto della provincia, il futuro ci metterà di fronte ad una cittadinanza sempre più anziana: nel 2013 saranno 6.435 gli over 65, contro i 5.565 di adesso. Mentre saranno molto meno i feltrini in età da lavoro, coloro che dovranno tenere in piedi la baracca.
Tutto questo all’interno di una situazione socio – economica sempre più difficile, con 5.419 contribuenti sotto la soglia dei 15mila euro all’anno e solo 331 con più di 75mila euro di imponibile annuale.
Che fare? I tre candidati hanno cercato di dare risposte per quanto possibile centrate, pur nell’oggettiva difficoltà di tematiche più ampie di una semplice sfida cittadina.
Zatta ha posto l’accento su quanto di buono ha fatto l’amministrazione uscente, nel segno scontato di una completa continuità programmatica. In particolare ha tenuto a rimarcare come «L’amministrazione uscente non ha aumentato le tasse né le rette di mense, asili, rsa. Anzia ampliando la platea dell’esenzione dell’addizionale Irpef».
Forlin l’ha messa sul piano della collaborazione tra pubblico e privato. Rilanciando la proposta di eliminare la prima casa di proprietà dal conteggio Isee: «Perché per com’è strutturato adesso risulta molto più penalizzante per chi sta pagando un mutuo rispetto a chi è in affitto».
E Serrangeli? Il candidato della Fantastilista anarchica non ha dimenticato lo scopo della sua candidatura, ribadendo più volte che «Noi non intendiamo governare». Ma ammettendo pure che «Questi giorni di campagna elettorale mi hanno fatto riflettere su alcune tematiche». E allora perché, per esempio, non rafforzare la collaborazione tra ente pubblico e le fondazioni che gestiscono alcune Rsa? «E’ l’unico modo – spiega, ricordando il suo ruolo di vicepresidente della fondazione San Giuseppe di Quero (che gestisce la locale casa di riposo) per evitare che arrivino i grandi gruppi ad acquistare queste realtà, come sta già avvenendo in altre parti del Veneto. E per loro gli anziani sono un business».





