Ha sfidato il buio, il freddo e il dolore. Dopo due notti all’addiaccio, ferito e disorientato, il 51enne di Cencenighe è stato ritrovato vivo poco prima di mezzogiorno. Un miracolo di resistenza, una corsa contro il tempo che ha mobilitato oltre 60 soccorritori.
L’allarme era scattato ieri (6 novembre) quando il datore di lavoro ha segnalato la sua assenza prolungata. L’ultimo contatto con i familiari risaliva a mercoledì mattina. La sua auto, parcheggiata in località Bastiani con il cellulare all’interno, ha dato il primo indizio. Gli investigatori hanno scoperto che l’uomo aveva cercato online informazioni sulla Ferrata Fiamme Gialle e sul Troi dei Sech (sentiero 562). Da lì, all’alba di oggi, le ricerche si sono intensificate in quella zona.
Dopo una ricognizione in elicottero sul Pelsa, tre squadre si sono mosse lungo altrettanti tracciati. E proprio scendendo dal Troi dei Sech, una squadra ha notato pezzi di stoffa e tracce di sangue. Seguendo quei segnali, ha trovato l’uomo: ferito, ma cosciente.
Il racconto del sopravvissuto
Mercoledì (5 novembre) era salito lungo il 562. Al momento di rientrare, ha perso l’orientamento tra i mughi, passando la prima notte all’aperto. Ieri mattina ha ritrovato il sentiero, ma è caduto, sbattendo testa e torace. Troppo dolorante per muoversi, ha trascorso anche la seconda notte all’addiaccio. È stato soccorso dall’equipe medica del Suem di Pieve di Cadore, imbarellato e issato a bordo con il verricello, poi trasportato all’ospedale di Belluno.
Una macchina dei soccorsi imponente
Hanno partecipato alle ricerche una sessantina di persone: Soccorso alpino di Agordo, Feltre e tutte le Stazioni dell’Agordino, Guardia di Finanza con elicottero da Bolzano, Vigili del fuoco, unità cinofile (comprese due molecolari del Cnsas Piemonte), dronisti, Carabinieri e Protezione civile.





