Due alloggi di edilizia residenziale pubblica a Belluno saranno destinati all’accoglienza di donne vittime di violenza. È quanto prevede l’accordo di programma approvato dalla Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore regionale al Sociale e all’Abitare Paola Roma, tra Regione, Comune di Belluno e Ater Belluno. L’iniziativa rientra nel progetto sociale “Un rifugio rosa nelle Dolomiti”, promosso dal Comune di Belluno in collaborazione con l’Associazione Belluno Donna, e punta a offrire una risposta concreta alle donne che stanno uscendo da situazioni di violenza.
Gli alloggi saranno destinati a donne minacciate o vittime di violenza fisica, psicologica ed economica, anche insieme ai propri figli. L’obiettivo non è soltanto garantire un’abitazione sicura, ma costruire attorno alla persona un percorso di accompagnamento verso una nuova autonomia. «Una casa sicura è il primo passo per ripartire e rappresenta il primo luogo in cui tornare a sentirsi libera, protetta e capace di progettare il proprio futuro», sottolinea l’assessore regionale Paola Roma. Con l’accordo Regione, Ater, Comune e Terzo settore mettono in rete competenze e strumenti diversi per offrire «una nuova prospettiva a coloro che sono in uscita da situazioni di violenza». Il progetto punta infatti a unire protezione, accoglienza e accompagnamento all’autonomia, con l’obiettivo di permettere alle donne di tornare progressivamente protagoniste della propria vita.
Il percorso previsto dal progetto avrà una dimensione non soltanto abitativa. L’obiettivo è accompagnare le donne nella ricostruzione personale, familiare, sociale ed economica, favorendo anche il reinserimento nel mondo del lavoro. Particolare attenzione sarà dedicata all’orientamento ai servizi presenti sul territorio e al sostegno nella ricerca di un’occupazione, elementi considerati fondamentali per raggiungere una reale indipendenza. «Contrastare la violenza significa anche rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne di ricominciare – aggiunge Roma –. Tra questi, spesso, c’è proprio la difficoltà di trovare un’abitazione sicura e dignitosa». Da qui la scelta di integrare politiche abitative e sociali, coinvolgendo istituzioni e realtà del Terzo settore.
La durata prevista per “Un rifugio rosa nelle Dolomiti” è di quattro anni, con la possibilità di rinnovo. L’accordo rappresenta così un ulteriore tassello nella rete territoriale di sostegno alle donne vittime di violenza, intervenendo su uno degli aspetti più delicati del percorso di uscita dalla violenza: la possibilità di disporre di un luogo sicuro da cui ricostruire la propria vita.





