Provincia

Datemi una latteria e solleverò il mondo. Era una leva, ma va bene lo stesso. Per il “mondo” delle terre alte, benissimo. Con un budget milionario si può sollevare la filiera lattiero-casearia. È quanto si augura l’agricoltura bellunese, destinataria del bando latterie, finanziato da Provincia e Fondo Comuni di confine, e presentato ieri a Palazzo Piloni.

Oggi le latterie attive sono una dozzina dislocate in varie parti della provincia: Cesiomaggiore, Livinallongo, Comelico Superiore, Sedico, Agordo, Sospirolo (Camolino), Colle Santa Lucia, Lentiai, Trichiana (Frontin e Sant’Antonio), Tambre, Belluno (Tisoi), e Limana (Valmorel). Producono formaggi di altissima qualità, ma non sempre hanno mezzi per stare al passo con i tempi e le richieste del mercato. Con il bando, però, potranno fare investimenti cospicui. 

È previsto un plafond da 1.550.000 euro (1,3 milioni finanziati dal Fondo Comuni di confine a cui si aggiungono 250mila euro da bilancio provinciale), per contributi a fondo perduto all’80% da un limite minimo di 20mila euro a un limite massimo di 184mila euro (corrispondente a una spesa pari o superiore a 230mila euro). Sono finanziabili diverse linee di intervento, dall’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature per la lavorazione, trasformazione, immagazzinamento e commercializzazione dei prodotti, compresi i mezzi di trasporto specialistici in grado di mantenere la catena del freddo durante il trasporto della materia prima, fino all’implementazione dei software dedicati ai processi produttivi. 

«Perché abbiamo deciso di dare una mano alle piccole latterie, una quindicina in tutto in provincia? Perché costituiscono l’ossatura imprescindibile del territorio e della nostra agricoltura» commenta Simone Deola, consigliere provinciale delegato all’ambiente e all’agricoltura. «Rappresentano anche una storicità importante, visto che le latterie turnarie hanno segnato fin dall’inizio la collaborazione tra gli agricoltori. E poi sono lo scrigno di trasformazione del latte in prodotti di assoluto pregio agroalimentare, che possono diventare a tutti gli effetti un brand turistico. Nelle possibilità progettuali previste ci sono schede specifiche anche per la commercializzazione dei prodotti. E un altro aspetto è la formazione, in collaborazione con Istituto Agrario di Vellai, per la creazione di percorsi ad hoc per casari e addetti alle vendite. Vogliamo aumentare la fetta di rilevanza economica che le latterie hanno sul territorio».

Il bando apre oggi (16 settembre). Le domande potranno essere inviate fino al 16 ottobre.

 

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