Confartigianato Belluno: un programma per il futuro, oltre le elezioni

Confartigianato Belluno: un programma per il futuro, oltre le elezioni

Non un documento elettorale, ma un vero e proprio piano d’azione per il futuro dell’artigianato bellunese. Confartigianato Imprese Belluno ha scelto la tornata elettorale del 23 e 24 novembre come occasione per rilanciare le priorità del settore, con uno sguardo che va ben oltre la scadenza delle urne.

La presidente Claudia Scarzanella e il direttore Michele Basso hanno firmato una lettera indirizzata a tutti i candidati della provincia, accompagnando un position paper che rappresenta la visione dell’associazione per i prossimi anni. Un documento che nasce nel solco del Settantesimo di fondazione e guarda con attenzione alle opportunità offerte dalle Olimpiadi di Cortina. «È un contributo concreto e propositivo al dibattito elettorale – spiega Scarzanella – nella convinzione che il futuro delle nostre imprese artigiane e dell’intero sistema economico bellunese passi attraverso politiche capaci di sostenere crescita, innovazione e sostenibilità».

Tre priorità per il rilancio

Il documento individua tre grandi priorità: lavoro e formazione, infrastrutture, benessere territoriale:

1. Lavoro e formazione.
Serve rendere il territorio attrattivo per i giovani, favorire il passaggio generazionale nelle imprese, sostenere la continuità aziendale con strumenti finanziari e fiscali dedicati. La formazione diventa centrale: «Il saper fare va trasmesso e innovato – sottolinea Scarzanella – rivalutando le scuole professionali e aggiornando gli strumenti formativi».

2. Benessere e servizi.
Confartigianato Belluno chiede politiche che garantiscano servizi di prossimità, rafforzamento della sanità pubblica (anche con la telemedicina), e un “Patto per il Benessere della Montagna” che affronti spopolamento, welfare territoriale e manutenzione del territorio. Tra le proposte, anche l’istituzione di un Assessorato per la Montagna Veneta e l’introduzione di fiscalità di vantaggio.

3. Infrastrutture.
Il direttore Michele Basso evidenzia ritardi e criticità: «Serve una strategia regionale e una visione triveneta. Dobbiamo risolvere i nodi viari del Comelico, dell’Agordina, della Val di Zoldo, della Feltrina e della frana di San Vito. E serve una cabina di regia per gestire i divieti di circolazione su tutta la rete stradale».

Innovazione, sostenibilità e turismo

Il documento tocca anche altri temi chiave: innovazione delle filiere artigiane, transizione ecologica come leva di competitività, ruolo dell’artigianato nel turismo. E propone un maggiore coinvolgimento dei capitali privati attraverso Partenariati Pubblico-Privato, per migliorare la qualità dei servizi. «Invitiamo tutte le forze politiche a promuovere un impegno comune – concludono Scarzanella e Basso – per l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto. Solo attraverso un rinnovato partenariato tra istituzioni e corpi intermedi sarà possibile definire insieme un nuovo progetto per il futuro del Bellunese e del Veneto».

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