Educare alla bellezza attraverso la lettura: per qualcuno è un’utopia. Per qualcun altro, invece, un obiettivo. O meglio, una missione: lo è, senza dubbio, per Federica De Col. Una formatrice, ma soprattutto un’innamorata della vita, pronta ad aprire la rassegna “FiorFior di storie”: il primo incontro è in calendario giovedì 12 (ore 17.30), a Sedico, dove scorre “Un fiume di libri”. E dove si svilupperà una serie di letture adatta a tutti. Ma proprio a tutti: «A quali fasce d’età mi rivolgo? Dagli zero ai 99 anni», sorride Federica.
La professionista ha una base formativa che spazia in vari ambiti: «A muovermi è sempre stato l’amore per la lettura e la conoscenza. Un amore che però deve essere accompagnato dal “sentire”. Non a caso, ho intrapreso dei percorsi di tipo esperienziale, affinché io per prima potessi vivere fino in fondo ciò che avevo imparato». E a proposito di amore, gli esempi lungo il suo cammino non sono mai mancati: «A cominciare da mia nonna. Mi raccontava storie che lei stessa inventava».
Federica De Col ha un occhio di riguardo per i più piccoli: «I bambini sono i grandi maestri. Esseri meravigliosi e in divenire, come la natura. Perché il bimbo, al pari dell’albero, è l’esplosione lenta di un seme. Il fatto di incontrare l’origine e la purezza ci aiuta a capire che ognuno di noi ha una grande unicità da raccontare. Ecco perché considero la lettura uno strumento di crescita».
La chiave è trovare l’incanto nell’incontro: «Forse dimenticheremo le storie che abbiamo sentito. Ciò che non dimenticheremo è che siamo stati a contatto con una persona». De Col è entrata in contatto con la filosofia hawaiana: «Mi ha insegnato a educare alla bellezza, alla meraviglia, al sentire più profondo. A volte basta solo spostare un po’ l’attenzione: spostarla “dentro”. E vedere con occhi “ripuliti”. Rammentare con la mente, ricordare con il cuore, rimembrare con il corpo. A unire questi aspetti è la centralità del respiro».
Come centrale è la qualità del tempo: «A volte vanno lasciati da parte telefonini e computer per immergersi nella lettura di un buon libro, stando seduti sul divano. Questa pratica “dilata” il tempo. Come cucinare assieme il pane o la pizza, annusare un’erba aromatica: cose semplici, che però ci riportano a momenti di contemplazione e bellezza».
Anche se l’essere umano tende a dare il peggio di sé, Federica De Col non perde la fiducia la fiducia: «Perché credo molto nel potenziale di ognuno di noi. Solo che c’è bisogno di “richiamarlo”, questo potenziale». Magari sfogliando l’albo illustrato “A caccia dell’orso”, dove è racchiusa una profonda verità: «Non si può passare sopra, non si può passare sotto. È necessario passare in mezzo, “attraversare”. Ed è forse la parte più faticosa. Ma ne vale la pena».





