Col Canil, la vecchia seggiovia torna a vivere: debutto con il botto per la nuova vertical

Col Canil, la vecchia seggiovia torna a vivere: debutto con il botto per la nuova vertical

Per una mattinata, i tornelli della storica seggiovia del Col Canil si sono simbolicamente riaperti. Non per riportare in funzione l’impianto fermo dai primi anni Duemila, ma per accogliere la prima edizione de La Col Canil, la vertical che l’ASD Nevegallika ha cucito addosso alla memoria sportiva del colle, con lo stesso spirito genuino che anima il Trail del Nevegal.

Il cuore dell’evento è stato il tracciato: una sfida secca lungo la linea dell’ex seggiovia, nata nel 1971 e rimasta silenziosa per oltre vent’anni. Oggi quei prati si sono riempiti di entusiasmo. Dal piazzale di valle, gli atleti hanno affrontato i 1.700 metri di sviluppo e i 430 metri di dislivello positivo risalendo il Muro della Grava, il cambio di pendenza verso il Toront e, infine, il traguardo piazzato proprio all’altezza della vecchia stazione di arrivo.

Sul fronte agonistico, la gara ha acceso una battaglia vera lungo le massime pendenze del colle.

Tra gli uomini, Gianpietro Barattin (Alpago Tornado Run) ha firmato il miglior tempo assoluto in 14’55”. Partito con qualche metro da recuperare sul Muro della Grava, ha cambiato ritmo nella penultima salita verso Malga Toront, piazzando l’allungo decisivo e difendendolo fino al traguardo. Secondo posto per Luca Fabris in 15’11”, terza piazza per il giovane Tommaso Gerardini (G.S. Quantin Alpenplus) in 15’19”. Ai piedi del podio Giovanni De Bon (Marciatori Calalzo) in 15’29”, seguito da Raffaele Teza (Macelleria Angeloni Cranner Team), quinto in 15’32”.

Tra le donne, dominio di Sara Campigotto (Team Karpos), prima in 19’30”. Alle sue spalle Elena Funes (A.S.D. Team Rosa) in 19’40”, mentre la compagna di squadra Sara Cavallet ha completato il podio in 19’53”. Quarta Ilaria Comiotto (21’10”), quinta Sara Giazzon (21’41”).

Archiviata la fatica, la festa si è spostata a Malga Col Toront: pasta party, premiazioni e un clima di convivialità che ha raccolto atleti, accompagnatori e volontari. Una chiusura perfetta per un debutto che ha già il sapore della tradizione.

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