Ciclista travolto e ucciso a Landris: l’automobilista ha omesso la precedenza

Ciclista travolto e ucciso a Landris: l’automobilista ha omesso la precedenza

Si sono concluse le indagini preliminari a carico di C.D.M., 48enne di Sedico che nel primo pomeriggio del 27 gennaio 2022, a Landris, ha travolto e ucciso Alberto De Villa Gobbo, 52enne di Roe Alte, mentre era in sella alla sua bicicletta. 

Secondo la ricostruzione operata dai carabinieri e quanto accertato dal consulente tecnico ( ing. Andrea Calzavara, nominato dalla Pm Marta Tollardo), C.D.M. “procedendo con la sua autovettura lungo la SR 203 provenendo da Sedico, nello svoltare a sinistra per immettersi in via Landris ometteva di dare la precedenza al velocipede condotto da Alberto De Villa Gobbo che procedeva lungo la medesima strada regionale nella opposta direzione di marcia”.

I familiari di Alberto si sono affidati a Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato in incidenti stradali mortali, e hanno seguito le indagini penali assistite dall’avvocato fiduciario Zanon.

Subito soccorso, Alberto è deceduto sul colpo per la gravità delle lesioni riportate.

«Una distrazione è risultata fatale – commenta Gennaro Pisacane, responsabile della sede Giesse di Belluno – Omettere la dovuta precedenza ha strappato ai suoi familiari il caro Alberto, padre di famiglia. Attendiamo ora le determinazioni della magistratura conseguenti a quanto emerso dalle indagini; i familiari chiedono solo giustizia, desiderano sapere cosa è successo e che le eventuali responsabilità vengano definitivamente accertate e punite, per il rispetto che si deve alla memoria del loro caro Alberto». 

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto