La riduzione temporanea delle accise non basta. Per Cia Veneto l’agricoltura è stata lasciata fuori dagli interventi mirati del Governo, mentre autotrasporto e pesca hanno ottenuto misure dedicate. Il presidente Gianmichele Passarini non usa giri di parole: «Il primario rimane tra i comparti più esposti e vulnerabili alle crisi belliche ed energetiche. Serve con urgenza un credito d’imposta per l’acquisto di gasolio agricolo nei prossimi mesi».
Il Decreto Carburanti, approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta, arriva in un momento già complicato per le aziende agricole venete. Cia parla di un contesto «tutt’altro che favorevole», segnato da eventi climatici estremi, costi energetici alle stelle e un valore del prodotto che continua a non essere riconosciuto lungo la filiera.
A pesare sono anche le tensioni in Medio Oriente, che hanno fatto impennare i prezzi di energia e carburanti, insieme alla difficoltà nel reperire fertilizzanti e urea, ormai diventati beni quasi di lusso. Una combinazione che, secondo l’associazione, mette a rischio la continuità aziendale e quindi la tenuta ambientale, sociale ed economica di interi territori rurali del Veneto, soprattutto quelli più fragili.
Passarini guarda anche a Bruxelles, dove è in corso il Consiglio Ue: «Abbiamo aspettative importanti. Serve un’azione collettiva, misure straordinarie per sostenere il reddito degli agricoltori e un’accelerazione sulla questione fertilizzanti».





