Atto vandalico sull’assemblea degli Alpini. Condanna unanime della politica

Atto vandalico sull’assemblea degli Alpini. Condanna unanime della politica

L’ombra di una mano vandalica ha guastato la giornata di sole delle penne nere bellunesi. Domenica infatti (2 marzo) si teneva l’assemblea annuale della sezione Alpini. Ma nella notte, prima del raduno dell’Ana, ecco che qualcuno ha voluto strappare i tricolori che abbellivano la strada su cui le penne nere avrebbero sfilato di lì a poco. Non si sa chi sia stato, ovviamente. Ma il gesto resta brutto. E difatti la politica si è espressa unanimemente contro.

LE REAZIONI

A prendere posizione è stato anche il governatore del Veneto, Luca Zaia. «Esprimo condanna e dispiacere per l’atto vandalico rivolto contro gli Alpini di Belluno. Strappare e danneggiare bandiere tanto care a questi eroi, sia in tempo di guerra che di pace, è il triste simbolo di una grave perdita di valori, a cominciare dal rispetto» ha detto Zaia. «I tanti episodi di eroismo di cui gli Alpini si sono resi protagonisti in tempo di guerra fanno parte della storia e non potranno mai essere cancellati, ma oggi non dobbiamo dimenticare con orgoglio e gratitudine quanto le penne nere fanno in aiuto alle persone in difficoltà, in occasione di calamità naturali, quando c’è bisogno di gente coraggiosa che sia la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene quando c’è bisogno.

Danneggiare le loro bandiere è un gesto che denota una grave lacuna di ignoranza rispetto alla storia e al presente».

Il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin ha elogiato gli Alpini. «Dove ci sono gli Alpini, funziona sempre tutto a meraviglia. Lo penso ogni volta che vedo all’opera le penne nere. E lo ribadisco oggi, in una giornata in cui non possiamo non condannare quanto accaduto a Belluno, dove qualche mano “cattiva” ha voluto strappare una delle bandiere che abbellivano il percorso della sfilata degli Alpini, in occasione dell’assemblea annuale di sezione». «Gli Alpini sanno sempre mettere in campo impegno e dedizione, in prima linea nel momento del bisogno, in prima linea nella socialità e nella dedizione alla comunità locale. Sono il simbolo di quella cooperazione che lavora per ricucire, per unire, per rinsaldare rapporti» ha concluso Padrin. «Il loro operato silente e sempre presente nei nostri paesi è più che sufficiente a ricucire quella bandiera strappata e a far dimenticare in fretta un brutto gesto».

Anche dal senatore Luca De Carlo sono arrivate parole di condanna. «Strappare il tricolore è un gesto gravissimo; farlo poi in occasione di un evento dedicato agli Alpini e in una città visceralmente legata alle penne nere come Belluno è ancora più grave. In questo modo, si calpestano due simboli – la bandiera e gli Alpini – che rappresentano la nostra nazione e i suoi valori: il sacrificio, l’impegno, l’amore per il territorio, la gratuità dell’azione per il bene delle comunità. Strappare il tricolore non è una ragazzata, come qualcuno non mancherà di far intendere: è un messaggio politico grave e da condannare».

E il sindaco di Belluno Oscar De Pellegrin spinge sull’educazione dei giovani al senso civico. «Condanno fermamente il vile gesto che ha colpito gli Alpini di Belluno, un atto che non è solo vandalismo, ma un segnale preoccupante di mancanza di rispetto verso chi, con dedizione e spirito di servizio, ha sempre operato per il bene della comunità – ha detto il primo cittadino -. Gli Alpini sono un simbolo di solidarietà, impegno e sacrificio: attaccarli significa offendere valori profondi che appartengono a tutta la nostra società».

«La bandiera è il nostro simbolo. Da atleta, quando gareggiavo in giro per il mondo, la bandiera del nostro Paese mi ha sempre fatto sentire italiano e fiero di esserlo, mi ha sempre fatto sentire di essere parte di una storia comune fatta di valori condivisi con una grande comunità. Tanti italiani hanno dato la loro vita per difendere quel Tricolore, e per questo un gesto simile è ignobile. Occorre individuare i responsabili di questo atto e, più ancora di punirli, educarli ai valori alpini: il rispetto, la memoria, la responsabilità verso la comunità» ha continuato De Pellegrin, che ha ricordato il taglio del nastro previsto questa settimana a un luogo nato per essere omaggio a tutti i giusti del mondo la cui memoria può ispirare riflessioni e gesta. «Proprio questa settimana inaugureremo il Giardino dei Giusti del Mondo, un luogo dedicato a chi ha scelto il coraggio e la responsabilità civile di fronte all’ingiustizia – conclude -. Questo episodio deve farci riflettere sull’importanza di coltivare il rispetto e il senso civico, insegnando alle nuove generazioni che la memoria e i valori non si distruggono con un gesto incivile e che l’appartenenza ad un Paese e a una comunità vanno oltre i dati anagrafici perché coinvolgono profondamente ciò in cui crediamo e la nostra identità». 

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