Artigianato, via alla riforma della legge quadro: soddisfazione a Belluno

Artigianato, via alla riforma della legge quadro: soddisfazione a Belluno

Una riforma attesa da tempo, che finalmente prende forma. L’approvazione dell’emendamento al Ddl annuale per le Pmi, avvenuta oggi in Commissione Industria del Senato, segna l’avvio del percorso per rinnovare la legge quadro sull’artigianato. E a Belluno, dove il settore artigiano è cuore pulsante dell’economia locale, la notizia viene accolta con entusiasmo.

«Da tempo insistiamo sull’importanza del ruolo sociale oltre che economico dell’artigianato – commenta Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno –. È identità, tradizione, cultura, ma deve anche essere innovazione, tecnologia e futuro. Il via libera alla delega al Governo certifica il riconoscimento della centralità del nostro settore nell’economia italiana, anche sul piano della coesione sociale e dello sviluppo territoriale».

Un risultato che porta la firma del senatore bellunese Luca De Carlo, primo firmatario dell’emendamento. «La sofferenza del nostro mondo, tra imprese che invecchiano e difficoltà nei passaggi generazionali, ci ha portato a lanciare l’allarme in ogni occasione – aggiunge Scarzanella –. Oggi non è solo soddisfazione, ma vero orgoglio: questo risultato è frutto del lavoro e della caparbietà del nostro senatore, che ha saputo ascoltarci e agire».

A sottolineare l’importanza del passo compiuto è anche Michele Basso, direttore di Confartigianato Belluno: «La legge quadro 433 del 1985 va superata. I vincoli che impone non hanno più senso e ostacolano il lavoro di migliaia di imprese artigiane, che rappresentano il 95% delle aziende sotto i 10 dipendenti e muovono mille miliardi di euro all’anno. La delega al Governo è fondamentale per costruire un quadro normativo attuale, coerente con l’evoluzione del settore».

Anche Appia CNA Belluno plaude alla riforma. «Una nuova legge sull’artigianato – moderna, inclusiva – è quello che attendavamo da tempo. Un tassello per contrastare lo spopolamento della montagna», afferma il presidente Andrea Cerentin. «Si va a rinnovare una legge che ha quasi la mia età – scherza –. In quarant’anni il mondo è cambiato, e l’artigianato deve poter stare al passo con le innovazioni e i mercati. Svecchiare la legge significa togliere burocrazia, aprire il settore ai giovani, valorizzare competenze locali che rischiano di essere fagocitate dai grandi gruppi».

Il direttore Cristian Sacchet evidenzia anche gli aspetti tecnici della riforma: «La promozione di aggregazioni tra imprese artigiane è fondamentale. “Piccolo è bello”, ma serve forza e unità per accedere a bandi regionali ed europei. E va rafforzata la tutela del “saper fare” artigiano, contrastando la concorrenza sleale di prodotti privi di storia e cultura».

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