Arabba, debutta l’“Infermiere in pista”: soccorso avanzato direttamente sulle piste

Arabba, debutta l’“Infermiere in pista”: soccorso avanzato direttamente sulle piste

Sicurezza potenziata sulle piste di Arabba–Marmolada, uno dei comprensori più frequentati delle Dolomiti con circa 350 mila giornate sciistiche a stagione. Da ieri (20 febbraio) qui è operativo l’“Infermiere in pista”, una figura specializzata capace di raggiungere in pochi minuti sciatori e residenti in difficoltà. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra ULSS 1 Dolomiti e Dolomiti Emergency, decisa risposta all’intensificazione degli interventi di soccorso durante la stagione invernale.

Tra il 10 dicembre 2025 e il 19 febbraio 2026 il SUEM ha registrato 903 interventi sulle piste bellunesi, con 115 missioni di elisoccorso. L’area di Arabba si conferma la più sollecitata dell’intero territorio, assorbendo da sola il 41,9% degli interventi, seguita da Cortina, Civetta e Falcade. Numeri che rendono evidente la necessità di un servizio più rapido e strutturato.

Per fronteggiare questo carico di lavoro, l’ULSS Dolomiti ha introdotto in via sperimentale, da gennaio a marzo 2026, quattro infermieri professionali selezionati tramite concorso e dotati di ottime capacità sciistiche. La loro base è la stazione a monte della funivia di Porta Vescovo, punto strategico per garantire interventi tempestivi in tutto il comprensorio. Il loro ruolo è fornire un’assistenza avanzata sin dai primi minuti: valutano e stabilizzano pazienti politraumatizzati, somministrano analgesia precoce, gestiscono le vie aeree e si occupano delle manovre di immobilizzazione necessarie in caso di traumi complessi, così che l’arrivo dell’ambulanza o dell’elicottero trovi già una situazione sotto controllo.

L’infermiere interviene su chiamata della Centrale Operativa SUEM 118, soprattutto in caso di codici rossi o gialli tempo‑dipendenti, ma può essere mobilitato anche per traumi minori quando la situazione lo richiede. Durante l’orario di apertura degli impianti è presente in pista, mentre nelle ore notturne – dalle 22.00 alle 06.00 – garantisce una disponibilità per supportare i mezzi di soccorso locali. Dispone di una radio geolocalizzata per mantenere il contatto costante con la Centrale Operativa ed è equipaggiato con uno zaino d’emergenza completo di presidi avanzati per monitoraggio, respirazione e immobilizzazione, come precisato dalla direttrice sanitaria Maria Caterina De Marco.

A rendere possibile il progetto è stata la proposta dell’Associazione Dolomiti Emergency Onlus, che ha anche messo a disposizione un contributo economico di 28.000 euro per coprire l’intero costo del personale infermieristico. L’iniziativa si integra con l’ampio dispositivo invernale dell’ULSS 1 Dolomiti, che comprende 23 ambulanze standard, 8 mezzi aggiuntivi attivi soltanto nella stagione invernale, un’ambulanza medicalizzata notturna, un’automedica ad Alleghe e due elisoccorsi, tutti coordinati dal SUEM 118 diretto da Cristina Barbarino.

«Avere un infermiere dedicato alle piste durante il giorno e alla cittadinanza durante la notte è uno dei benefici più significativi di questo progetto. È la dimostrazione che il turismo può portare ricadute positive alla comunità», commenta Diego De Battista, presidente del Consorzio impianti a fune Arabba–Marmolada. Sulla stessa linea anche Jacopo Gabrielli, presidente di Dolomiti Emergency, che ricorda come la proposta sia stata accolta con grande rapidità dall’ULSS: «Abbiamo avanzato l’idea a dicembre e, nonostante il periodo complesso, il direttore Dal Ben si è reso subito disponibile a trasformarla in realtà». Il commissario Dal Ben chiude evidenziando lo spirito di squadra: «La salute è un bene di tutti. Questo progetto lo dimostra chiaramente».

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