Antitrust, Dolomiti Superski cede: rimborsi e stop ai prezzi uniformi

Antitrust, Dolomiti Superski cede: rimborsi e stop ai prezzi uniformi

La mossa è sul tavolo: rimborsi fino al 30% per chi ha acquistato skipass nelle ultime tre stagioni e fine del coordinamento dei prezzi tra i consorzi. Sono queste le proposte con cui Dolomiti Superski prova a disinnescare l’istruttoria dell’Antitrust, che nel 2024 aveva contestato un sistema di prezzi uniformi e restrizioni alla vendita tramite terzi. L’Agcm ha validato gli impegni e li ha messi in consultazione pubblica: il “market test” durerà fino al 27 maggio.

Secondo Assoutenti, che rappresenterà i consumatori nel procedimento, le contestazioni dell’Autorità erano chiare: all’interno del Federconsorzio veniva definito il prezzo degli skipass dei consorzi di zona e, allo stesso tempo, venivano posti limiti alla vendita attraverso agenzie, tour operator e piattaforme online. Due elementi che, per l’Antitrust, configuravano un possibile cartello, cioè un accordo tra operatori indipendenti capace di ridurre la concorrenza fissando condizioni di vendita e livelli di prezzo.

La proposta di Dolomiti Superski punta soprattutto sui rimborsi. Gli sciatori che nelle stagioni 2022/23, 2023/24 e 2024/25 hanno acquistato skipass vallivi giornalieri o plurigiornalieri potranno ottenere un rimborso monetario pari al 20% della spesa sostenuta, oppure uno sconto del 30% su un futuro acquisto dello stesso tipo di skipass. Una misura che, però, non convince del tutto Assoutenti, secondo cui i limiti e le condizioni previste rischiano di ridurre l’effettiva portata del rimborso.

L’istruttoria era stata avviata il 25 novembre 2024, dopo la segnalazione della società milanese SportIt Srl, ed era stata poi integrata con nuovi elementi il 25 febbraio e il 16 aprile 2025. Il primo fronte riguardava la presunta fissazione centralizzata del prezzo degli skipass: secondo l’Autorità, Dolomiti Superski e i consorzi aderenti avrebbero stabilito un prezzo unico, vincolando tutti gli operatori e limitando la concorrenza interna. Il secondo fronte riguardava invece il divieto, per i consorzi, di vendere i propri skipass tramite soggetti terzi, escludendo di fatto agenzie di viaggio, tour operator e piattaforme online.

Nel procedimento rientrano numerose realtà dell’arco dolomitico: Cortina d’Ampezzo, San Vito di Cadore, Auronzo/Misurina, Plan de Corones, Alta Badia, Val Gardena–Alpe di Siusi, Val di Fassa e Carezza, Alpe Lusia–San Pellegrino, Civetta, Arabba–Marmolada, 3 Zinnen Dolomites, Val di Fiemme–Obereggen, San Martino di Castrozza–Passo Rolle e Rio Pusteria–Bressanone.

Ora la parola passa al market test. Consumatori, operatori e soggetti interessati potranno inviare osservazioni sugli impegni proposti. Solo dopo questa fase l’Autorità deciderà se chiudere il caso o proseguire con il procedimento.

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