Dodici giorni di viaggio, 7000 e più chilometri, oltre 3.000 persone incontrate lungo il cammino. Sono i numeri della seconda edizione di “Ride to mask”, la carovana di sport e solidarietà ideata da Alvaro Dal Farra, Mattia Cattaplan di Crossabili” e Giesse Gestione sinistri. Un’allegra brigata che lungo la penisola ha regalato sorrisi e divertimento a chi ha sofferto più degli altri la pandemia: il mondo della disabilità.
Ieri “Ride to mask” è tornato da dove era partito lo scorso 28 giugno. Ovvero a Belluno, nella centralissima Piazza dei Martiri. Lì Dal Farra e Cattaplan hanno divertito con le loro acrobazie il numeroso pubblico, tra i quali spiccavano gli ospiti delle strutture sanitarie per disabili di Cusighe, Mel, Venas.
«La cosa più bella è vedere i sorrisi nei volti di tutte queste persone – sono le parole, commosse, di Dal Farra, Cattaplan e Nicola Barchet (presidente di Giesse Gestione sinistri). Nel suo lungo viaggio, “Ride to mask” (che quest’anno aveva come claim “Nessuno escluso”) non si è limitato ad incontrare e far divertire i disabili, ma è entrato in contatto con giovani, anziani, associazioni del territorio, enti pubblici. Una vera carovana dell’amicizia. Che potrebbe continuare. «”Ride to mask” è nato in una situazione e in un momento ben preciso – spiega Barchet – ma potrà certamente avere un futuro, perché noi ci nutriamo di quello che ci danno le persone che incontriamo. Certo non possiamo sapere adesso quale direzione prenderà. Il claim di quest’anno “Nessuno escluso”, fa riferimento ad un progetto nato 5 anni fa che mira ad esplorare e fotografare le abilità delle persone disabili di 18 paesi del mondo. E abbiamo scoperto cose meravigliose».
«Torniamo distrutti ma supercarichi – esulta Alvaro Dal Farra, il motore della manifestazione – con una gioia e un sorriso incredibile, perché vedere il bene che si riesce a fare a questi ragazzi scalda il cuore. E poi tutte le associazioni, i centri per disabili, per ragazzi, ci dicevano “Per fortuna siete arrivati, questa è la prima attività da quando è scoppiato il covid».
Per Alvaro il ritorno a Belluno è sempre un “ritorno a casa”: «Sì, i ragazzi vengono ad abbracciarmi, a cercarmi, sono entusiasti e super motivati. E di questa cosa ne parleranno per mesi. Quindi capisci che quello che fai ha un valore unico».
La stanchezza non spegne il sorriso sul volto di Mattia Cattaplan, che con il suo gruppo “Crossabili” è l’altra metà fondamentale di “Mask to ride”: «Abbiamo girato l’Italia, non è stato facile ma abbiamo vissuto emozioni uniche». Due episodi su tutti: «Un bambino autistico è salito in braccio con me per fare un giro e la mamma si è messa a piangere, perché era la prima volta che suo figlio riuscisse ad avere un rapporto con un’altra persona. E poi una signora di ottantanni che mi ha detto che quello vissuto è stato il giorno più felice della sua vita».
Nove anni fa Mattia ha subìto l’incidente che gli ha cambiato la vita. «Abbiamo visitato alcune unità spinali, dove ci sono ragazzi che hanno subìto delle lesioni midollari. “Nove anni fa anche io ero nella vostra situazione – dicevo loro – so cosa state passando, ma non mollate e seguite i vostri sogni. Perché la vita è piena di problemi, la differenza la si fa da come si risolvono».











