Via libera alla cabinovia Apollonio – Socrepes. Ma le polemiche non si placano

Via libera alla cabinovia Apollonio – Socrepes. Ma le polemiche non si placano

Il nuovo impianto a fune Apollonio–Socrepes si farà. Lo ha annunciato il Commissario di Governo per le Olimpiadi, Fabio Massimo Saldini, che ha ufficializzato l’affidamento dei lavori all’ATI composta da Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile. Una svolta significativa per Cortina d’Ampezzo, che vede avvicinarsi la scadenza dei Giochi invernali di febbraio 2026.
Il progetto, che prevede l’installazione di dieci piloni e la realizzazione di tre stazioni — una a valle, una intermedia e una a monte — includerà cinquanta cabine da dieci posti ciascuna, capaci di trasportare fino a 2.400 persone all’ora.

«Dopo lo Sliding Centre, anche questa sembrava un’opera impossibile tra ricorsi, fughe di notizie e gare deserte – commenta Saldini – Grazie a una sinergia e a un lavoro di squadra straordinario che ci ha visti impegnati letteralmente giorno e notte, costruiremo la cabinovia Apollonio-Socrepes entro i Giochi 2026. Lo farà, insieme ad Ecoedile e Dolomiti Strade, l’Impresa Graffer che, già nel 1956 a Cortina costruì impianti in occasione delle Olimpiadi, bissando poi ai Giochi di Torino nel 2006 e coronando, così, dopo 70 anni, la sua attività con questa opera sfidante, complessa e che rimarrà una legacy straordinaria per tutto il territorio ampezzano. Ringrazio tutti i miei collaboratori e tutti coloro che ci hanno supportato in questa impresa».

Sul fronte tecnologico, il progetto si distingue per l’implementazione di un avanzato sistema di monitoraggio geotecnico e strutturale, integrato direttamente nella gestione dell’impianto. Ciò permetterà di rilevare in tempo reale eventuali spostamenti del versante e delle strutture, garantendo così la sicurezza di chi utilizzerà la cabinovia. Non manca l’attenzione al paesaggio: un apposito studio cromatico ha guidato la scelta delle vernici, polimetalliche e sfumate, in modo da creare transizioni visive morbide tra struttura e ambiente. Il risultato è un inserimento architettonico armonico con il contesto montano, volto a preservare la bellezza naturale del luogo. Inoltre, il progetto risulta compatibile con i futuri interventi previsti per l’area, come la realizzazione di un parcheggio interrato e alcune varianti stradali.

Entusiasta per l’affidamento l’amministrazione comunale di Cortina. «L’opera rafforzerà l’offerta sciistica, migliorerà la fruibilità delle aree coinvolte, contribuirà alla gestione sostenibile dei flussi turistici e alleggerirà il traffico nel centro del paese – sono le parole del sindaco Gianluca Lorenzi -. Una visione d’insieme che mette al centro anche la vivibilità per residenti e ospiti, valorizzando l’identità di Cortina come località alpina di prestigio».

Ma non tutti applaudono. La capogruppo di opposizione “Cortina Bene Comune”, Roberta De Zanna, esprime forti perplessità. Secondo lei, il progetto nasce al margine di una frana attiva, in una zona geologicamente instabile, dove il rischio non può essere contenuto con soli accorgimenti tecnici. «Non solo – denuncia De Zanna – «Si procede nonostante la contrarietà di molti cittadini di Cortina d’Ampezzo, nonostante la mancanza di un parcheggio che farà sì che si dovrà chiudere l’impianto subito dopo i Giochi. Ed è facile prevedere che l’amministrazione, pur di veder realizzato il necessario parcheggio, sarà disposta a concedere qualche benefit ai privati che dovranno affrontare quest’opera anch’essa di non facile realizzazione».

De Zanna non risparmia critiche neppure al trattamento riservato all’ambiente: l’impatto sui prati di Convento, Mortisa e Lacedel sarebbe rilevante, e la soluzione estetica proposta — le vernici sfumate per “mitigare” la struttura — «Appare quasi ironica, se paragonata all’attenzione maniacale della Sovrintendenza per interventi minori come finestre o camini».

Infine, si chiede la consigliera di opposizione, «come mai la Doppelmayr e la Leitner, aziende leader mondiali nel settore funiviario si sono defilate dall’affare? La ritengono forse un’impresa rischiosa? Temevano in un danno di immagine derivante da un progetto così controverso? E questo raggruppamento temporaneo di imprese avranno la competenza per affrontare un’opera così difficoltosa? Sapranno dare le giuste garanzie?».

Domande alle quali solo il tempo potrà rispondere. Si tratta, tutto sommato, di aspettare qualche mese. Intanto, però, i lavori partiranno subito, con l’obiettivo di completare l’impianto entro febbraio 2026.

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