“Snodi in Quota”, aperto in Agordino il secondo sportello del progetto

“Snodi in Quota”, aperto in Agordino il secondo sportello del progetto

Taglio del nastro ad Agordo per la seconda sede operativa del progetto Snodi in Quota – Dolomiti inclusive, che va ad affiancarsi a quello di Belluno. Raggiunge così anche l’Agordino il servizio – frutto di un progetto promosso dal Comune di Belluno e finanziato da Fondazione Cariverona – pensato per aiutare le persone a orientarsi tra le tante opportunità e servizi del territorio, offrendo ascolto, accoglienza, consulenze e supporto concreto.

Lo Snodo, spiegano i protagonisti, «si propone come ponte tra cittadinanza, servizi pubblici, enti del Terzo Settore e stakeholder locali, senza sostituirsi ai servizi esistenti, ma rafforzando la rete e facilitando l’accesso. Ad ogni sportello, le persone possono ricevere ascolto e orientamento personalizzato, essere supportate in modo immediato per bisogni semplici (come bonus, pratiche digitali, informazioni utili), essere indirizzate verso servizi specialistici in caso di richieste complesse (servizi sociali, centri per l’impiego, supporto legale o sanitario), ottenere aiuto nella compilazione di pratiche amministrative, modulistica, accesso a bandi, gestione documentale, o accedere a informazioni su servizi domiciliari, educativi, lavorativi e altro».

Fondamentale diventa quindi la rete di collaborazione, confronto e dialogo tra le realtà pubbliche e private, imprese, associazioni, enti dei territori: «Gli Snodi sono una sperimentazione che fa parte del percorso di costituzione degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). – spiega l’assessore alle politiche sociali del Comune di Belluno, Marco Dal Pont – Si tratta di aggregazioni di comuni previste dalla Regione per favorire la gestione associata e integrata dei servizi sociali in 46 Comuni della provincia di Belluno che comprendono Agordino, Cadore e Val Belluna. Stiamo lavorando su tutto il territorio delle tre aree in modo uniforme per garantire a tutti le stesse opportunità, erogare servizi e prestazioni in modo omogeneo e con l’obiettivo che i servizi sociali tornino ad essere un servizio di prossimità vicino ai cittadini».

«Siamo orgogliosi di aprire ufficialmente il secondo dei tre snodi previsti, quello agordino; – afferma Michele Dal Farra, presidente di Metàlogos, la società che ha in carico l’attuazione tecnica del progetto – Vogliamo sperimentare un processo partecipato attraverso la generazione di Snodi territoriali quali luoghi delle Comunità, dove generare un’ampia gamma di servizi integrati e costituire un’agenda del territorio che registra e coltiva l’accoglienza, le opportunità, le relazioni, l’integrazione con altre politiche per la famiglia, la salute, il lavoro, la cultura, il turismo, l’ambiente. In Agordino con l’Unione Montana, infatti c’è un ulteriore elemento di novità in cui lo Snodo va a braccetto con lo sportello ‘Abitare in Agordino’».

Su questo tema, concordi anche i “padroni di casa” Roberto Chissalè (sindaco di Agordo), Danilo De Toni (vice presidente del’Unione Montana Agordina) e Silvia Tormen(presidente dell’assemblea dei sindaci di Asca – Azienda Speciale Consortile Agordina) che vedono il progetto Snodi in Quota come una delle misure di contrasto allo spopolamento.

Il nuovo Snodo si trova nella sede dell’Unione Montana e sarà operativo ogni martedì, mercoledì e venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00.

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