Se secessione sarà, non sarà indolore. E sicuramente non passerà con il plebiscito dell’Agordino. La presa di posizione di Rocca, Taibon e Voltago è decisa: suona come un messaggio d’amore alla regione e rilancia il tema dell’autonomia bellunese all’interno del Veneto. In più – e questo creerà inevitabilmente qualche scossone – getta malumori sulla fuga in avanti di Livinallongo (e di Colle Santa Lucia che sembra accodarsi alla questione ladina dei “fratelli separati”).
I sindaci dei tre Comuni hanno lanciato un messaggio congiunto, ieri (20 dicembre). La sintesi è: grazie alla regione Veneto per quanto ha fatto, in occasione di Vaia e non solo. Quindi, inno all’unitarietà dell’Agordino.
Il casus belli si era creato qualche giorno fa, con il fuoco incrociato tra il sindaco di Livinallongo Oscar Nagler e l’amministrazione regionale. Il mancato finanziamento dei distaccamenti locali di pompieri volontari dell’Alto Agordino aveva rilanciato le accuse di trascuranza da Fodom indirizzate alla regione Veneto. E inevitabilmente era scattata l’ennesima motivazione per andare in Südtirol, inteso come “terra d’origine” dalle rivendicazioni ladine.
Poi la Regione ha finanziato le stazioni dei pompieri volontari. E ha ricordato a Nagler tutto quello che è stato fatto dal Veneto in Alto Agordino. La memoria di ferro ce l’hanno anche i sindaci di Rocca Pietore, Taibon e Voltago, che hanno rammentato gli interventi post Vaia, la ricostruzione dei Serrai di Sottoguda (in foto), e i tanti milioni di euro impiegati per ricostruire il territorio distrutto dalla tempesta del 2018.
I tre sindaci hanno ricordato anche i referendum fatti una decina d’anni fa per passare in Trentino. E hanno segnalato che l’effetto di quel voto popolare è stato la creazione del Fondo Comuni confinanti (di cui beneficia anche Livinallongo). Quindi, nessun secessionismo, da parte loro.





