Erano andati in scalata sulla Tofana. Ma non erano rientrati per la notte. E la vicina di camper ha lanciato l’allarme. Si sono salvati così, grazie a un sms, i due alpinisti sloveni recuperati ieri (25 giugno) dall’elicottero del Suem. A dimostrazione che lasciar detto dove si sta andando può essere vitale, in montagna.
I due sloveni (37 anni lui, 34 lei) erano partiti lunedì per scalare la Tofana. Alle 23 la vicina di camper aveva ricevuto un messaggio dalla coppia: avvertiva che stavano per cominciare la discesa sulla neve. Solo che al risveglio, la mattina dopo, non aveva trovato i due. Aveva trovato invece un secondo messaggio sul cellulare, spedito alle 5 di mattina, in cui la coppia chiedeva aiuto perché era rimasta bloccata. A quel punto è scattato l’allarme.
Il Soccorso alpino di Cortina è partito attorno alle 7. Per anticipare il maltempo, l’elicottero dell’Air service center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha imbarcato al Rifugio Dibona due soccorritori della Guardia di finanza per una ricognizione e ha subito individuato la coppia.
Cos’era successo ai due? Usciti verso le 21.30 dal Secondo Spigolo di Rozes, in rientro dalla Via Costantini – Ghedina, si erano diretti verso la Cengia che porta al Giussani, ma anziché procedere sul traverso, avevano preso un canale in discesa sotto il Primo Spigolo attrezzando le doppie, finché non erano rimasti incrodati.
Sbarcati 70 metri più sotto, i soccorritori hanno raggiunto gli alpinisti e con loro si sono calati in un punto agevole per il recupero, dove è stato sbarcato il tecnico di elisoccorso dell’elicottero del Suem. Le nuvole e le turbolenze hanno però a lungo impedito l’avvicinamento dell’eliambulanza e costretto la squadra ad abbassarsi ancora. Non appena le condizioni lo hanno consentito, verso le 12.30 l’elicottero ha ultimato il recupero.







