I fondi di confine per pagare la gestione post-olimpica della nuova pista di bob “Eugenio Monti”? E’ più che un’ipotesi. C’è chi lo vorrebbe davvero e lo ha scritto nero su bianco sullo schema di accordo di programma tra Regione Veneto, Provincia di Belluno, Province autonome di Trento e Bolzano, Comune di Cortina e Federazione italiana sport invernali, pubblicato nell’ultimo numero del Bur, il bollettino ufficiale della Regione, come allegato alla delibera di giunta regionale 505 del 14 maggio, che lo approva (e che si può leggere qui)
Nel testo, dopo un lungo preambolo di premesse che ribadiscono l’importanza e la centralità del nuovo sliding center come uno dei “progetti strategici di maggior rilievo” nell’ambito dell’organizzazione dei Giochi olimpici invernali del 2026, vengono specificati gli impegni che ognuno degli enti coinvolti dovrà garantire per la «Valorizzazione e la gestione post – olimpica» dell’impianto.
Un accordo della durata di vent’anni dove non si parla di cifre. Ma non è un mistero che le spese per la gestione della pista Eugenio Monti sono stimate in circa 1 milione e mezzo all’anno. Che moltiplicato per venti anni fa 30 milioni. I soldi chi li metterà? Gli indizi portano al Fondo per i comuni confinanti. Nella parte riguardante l’impegno delle province autonome di Trento e Bolzano si legge infatti, testualmente, che i due enti «Si impegnano a sostenere, per gli esercizi compresi fra il 2027 ed il 2046, un importo annuo determinato nell’ambito della programmazione, per garantire la continuità dell’utilizzo sportivo dell’impianto recuperato, destinando apposite risorse nell’ambito del Fondo Comuni confinanti».
L’accordo di programma è già stato approvato, oltre che dalla Regione, anche dal Comune di Cortina, con la delibera n°74 dello scorso 9 maggio, e dovrà ora passare il vaglio degli altri enti. Nulla di definitivo, quindi, per ora. Ma Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del Pd (partito che ha sollevato il caso), lancia l’allarme. «La delibera di giunta regionale in cui viene approvato il protocollo per l’utilizzo dei fondi confine per la gestione della pista da bob di Cortina – sono le sue parole – si può definire una sorta di furto legalizzato ai bellunesi. Quelle risorse infatti servono per progetti di sviluppo e tra l’altro, almeno a legislazione vigente, non si possono spendere in spesa corrente. Sarebbe clamoroso che quelle risorse ora finissero per pagare la pista da bob dopo che sono state negate per altri servizi essenziali su scala provinciale. I bellunesi ci rimetterebbero 30 milioni».
Se la Regione ha già approvato il testo e il Comune di Cortina pure – si chiede inoltre Del Bianco – significa che c’era già un accordo preliminare fra tutti gli enti interessati, tra cui la Provincia di Belluno? Sarebbe gravissimo. Temiamo inoltre che questa brutta storia possa essere il grimaldello per gestire con quel fondo anche altri impianti, oltre al bob, magari impianti che non stanno neanche in Provincia di Belluno. E’ poi scandaloso il fatto che la Regione del Veneto faccia accordi con i soldi altri senza metterci neanche un euro. Altro che autonomia. Se la Provincia conferma quest’accordo diventiamo definitivamente gli zerbini di Zaia».
(in foto una delle manifestazioni contro la costruzione della pista di bob)





