Scuole e apprendimento: «La dislessia è una caratteristica, non un problema»

Scuole e apprendimento: «La dislessia è una caratteristica, non un problema»

Far capire a tutte le classi che il compagno dislessico apprende con modalità diverse e necessita dell’utilizzo di strumenti compensativi e che tali strumenti non sono un capriccio o un modo per imparare con delle “scorciatoie”. Sono i due obiettivi che il plesso della scuola media di Sedico si riprometteva di raggiungere con l’incontro in occasione della settimana nazionale della dislessia e denominato “Leggere e liberare tutti, diritti verso l’apprendimento”.

L’evento, organizzato dall’Istituto comprensivo di Sedico-Sospirolo in collaborazione con l’Aid-Associazione italiana dislessia, è ruotato attorno alla testimonianza portata da Ruggero Di Vincenzo, adulto dislessico, socio dell’Aid, educatore e tutor dell’apprendimento, il quale ha parlato agli alunni delle classi prime.

Dopo il benvenuto dato dalla dirigente scolastica Lucia Fratturelli, l’evento è continuato dapprima con un’introduzione dove è stata spiegato in linea generale, attraverso giochi, cosa sono i disturbi dell’apprendimento e a cosa servono gli strumenti compensativi; una seconda parte ha previsto poi un momento di testimonianza vera e propria da parte del relatore, che ha raccontato ai ragazzi il suo vissuto scolastico ed extra scolastico. Il tutto sempre cercando di creare un clima comprensivo e di positività per facilitare eventuali domande da parte dei ragazzi.

«Gli obiettivi che ci eravamo posti – spiega Raffaella Russo, la docente dell’istituto referente circa i disturbi di apprendimento – sono stati raggiunti. Volevamo anche far capire ai ragazzi dislessici che la dislessia è una caratteristica e non un problema, che dunque non sono i soli ma ci sono tanti altri ragazzi che hanno affrontato delle difficoltà simili, uguali o maggiori alle loro, e nonostante tutto sono riusciti a concludere il percorso scolastico affermandosi nel mondo del lavoro». 

I ragazzi hanno partecipato all’evento con entusiasmo, ascoltando e ponendo molte domande al relatore, che dunque ha concluso la tappa con un bilancio più che positivo. «L’auspicio – conclude Russo – è che a questo incontro ne possano seguire degli altri a scuola e sul territorio, rivolti sia ai ragazzi che alle famiglie e alla cittadinanza in generale. Il bisogno di informazioni e di condivisione di esperienze sui disturbi specifici di apprendimento è infatti sempre forte e presente e necessita di essere ascoltato».

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