Nevegal, alberghi nuovi e campo da golf nel futuro. Gli algerini spiegano il “libro dei sogni”

Nevegal, alberghi nuovi e campo da golf nel futuro. Gli algerini spiegano il “libro dei sogni”

Un campo da golf, impianti di risalita nuovi di zecca, alberghi. Ma anche un’area camper e una struttura per la terza età, villette… il Nevegal dovrebbe diventare una nuova Cortina, nell’ottica degli algerini. E sono prospettati turisti nientemeno che dall’Asia e dalla zona del Golfo Persico. Libro dei sogni? Gli autori sono gli imprenditori di Nevegal 365, la società nata a inizio agosto con una squadra algerino-italiana, che ieri hanno presentato le loro idee al consiglio comunale di Belluno. Idee, per l’appunto. Perché di piano industriale non si parla. Di progetti concreti neppure. E se si prova a capire da dove verranno le risorse per realizzare tutto quanto previsto, le risposte sono quantomeno frammentarie.

Ieri (30 agosto) è toccato a Kamel Layachi spiegare. L’amministratore unico di Nevegal 365 ha illustrato innanzitutto chi sono i suoi soci: dal bellunese Ivano Viel ai colleghi «con un passato nelle istituzioni della repubblica algerina» (c’è un ex funzionario vicino al ministero delle finanze, e anche un capo dipartimento dell’esercito). Poi ha parlato della riqualificazione del Colle, «cominciando dall’impiantistica e dalla ricettività». «Vogliamo acquistare alcuni alberghi e ristrutturarli, senza aggiungere cemento» ha detto Layachi. Quali alberghi? Non l’ha detto. «Vogliamo riqualificare l’esistente e sviluppare cose nuove: un campo da golf, un’area camper, una struttura per la terza età. Nevegal 365 è un progetto sostenibile e inclusivo, che vuole collaborare con il Santuario Maria Immacolata e rendere la località vivibile tutto l’anno. Noi pensiamo a un target che vada dalle famiglie ai giovani alle persone con disabilità». Quindi tutti, il Nevegal del resto si presta a diverse tipologie di turismo. 

«Se ci saranno clienti di una certa tipologia, vorremmo sviluppare anche una clientela internazionale, dall’Asia e dal Golfo. Magari attrarre investitori che hanno interessi a sviluppare progetti nel Veneto» ha aggiunto Layachi. «Vogliamo valorizzare il patrimonio immobiliare esistente. Tra le case sfitte vorremmo selezionarne alcune e ristrutturarle per offrire anche risposte su misura a quella clientela che avrà bisogno di spazi più riservati e più intimi».

Insomma, un Nevegal come non si è mai visto, novella Dubai che pullula di persone che parlano inglese, arabo, francese… Il consiglio comunale però è scettico, soprattutto tra le opposizioni. Il dubbio più grande? I soldi. Ci sono? Da dove arrivano? Perché stride una società che ha capitale sociale 10mila euro e pensa talmente in grande da progettare di spendere sul Colle 100 milioni. 

«I fondi ci sono e già stati deliberati dal Fondo Celeres Investiment» ha detto Layachi. «Un fondo che si appoggia su compagnie di finanziamento, tanto che abbiamo già un contratto con Gas Extra Inc, con sede a Londra. Abbiamo chiesto 100 milioni di euro. Abbiamo preso dei contatti anche con una società con comprovata esperienza nel campo della gestione delle strutture ricettive: The Social up è una società olandese-spagnola abituata a gestire alberghi in montagna».

Layachi ha anche spiegato come è arrivato in Nevegal e quando è nato l’interesse a investire sul Colle, a partire da un incontro con il sindaco e con l’assessore Roccon giusto un anno fa. Poi ha concluso con un tocco di filantropia: «Questo non è un progetto per fare soldi e quindi il primo obiettivo è quello di valorizzare questo territorio. Sul piano personale io voglio restituire a questa regione, a questo Paese, ciò che mi ha dato in 30 anni che ho vissuto in questo territorio».

in foto: la firma del patto tra Layachi e il sindaco De Pellegrin, meno di un mese fa

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