A marzo l’incendio che per giorni e notti ha tenuto con il fiato sospeso tutta Longarone. A luglio la ricerca di persone nel disastro della Marmolada. E poi l’aiuto al Soccorso alpino, il rifornimento degli acquedotti nel pieno della siccità, la demolizione di un vecchio edificio per far posto al nuovo Ccs (Centro coordinamento soccorsi)… è stato un anno di grandissima attività e lavoro per i vigili del fuoco bellunesi.
LE CIFRE
4.329 gli interventi compiuti dai pompieri della provincia (dato rilevato nei dodici mesi tra il 1° novembre 2021 e il 31 ottobre 2022): 473 incendi generici, 96 incendi boschivi, 413 recuperi di veicoli e 444 incidenti stradali. Ma anche 29 frane, 158 sopralluoghi a edifici lesionati, ben 363 interventi per maltempo e 257 per allagamenti, straripamenti e rifornimenti idrici. Senza contare le 320 uscite per soccorso a persone, i 107 interventi per fughe di gas e i 162 per salvataggio di animali. E tutto il resto, dal lavaggio della sede stradale dopo un guasto a un mezzo alle emergenze di Protezione Civile, dall’apertura di una porta a interventi generici. Un’attività sempre attenta e puntuale, sintetizzata in cifre dal comandante provinciale Antonio Del Gallo, durante la festa di Santa Barbara (ieri, 4 dicembre).
I vigili del fuoco hanno celebrato la loro patrona in un hangar del comando provinciale, dove è stata celebrata la messa solenne. Al termine della funzione religiosa, la consegna delle benemerenze ai pompieri andati in pensione e ai nuovi arrivati. Sì, perché i vigili del fuoco oltre alla gestione delle emergenze, formano sempre nuovo personale. Quest’anno sono arrivate 26 nuove unità cinofile e 21 nuovi volontari.
IL COMANDANTE
«È stato un altro anno intenso di lavoro» ha detto il comandante Del Gallo. «Incendi boschivi impegnativi come quello tra Igne, Soffranco e Longarone; emergenze nazionali come gli eventi meteo nelle Marche, dove è intervenuta la nostra colonna mobile; emergenza idrica come quella registrata quest’estate; e interventi rilevanti come quello a Ponte Serra sono solamente alcune delle criticità operative affrontate nel corso dell’anno. Ma è nell’opera quotidiana di soccorso al cittadino che si esaltano lo spirito ddi sacrificio, la passione e il senso del dovere. Piccole e grandi emergenze per le quali i vigili del fuoco di Belluno hanno saputo assicurare una risposta operativa sempre adeguata».
IL FUTURO
Risposta che nei prossimi anni potrà contare anche sul nuovo Ccs. I lavori per costruire il Centro coordinamenti soccorsi sono cominciati. La vecchia palazzina dell’ex caserma Toigo (nel complesso del nuovo comando provinciale) è stata demolita qualche settimana fa; entro primavera entrerà nel vivo il cantiere. Il nuovo edificio è concepito con funzioni strategiche in caso di emergenza: dovrà mantenere oltre alla sua idoneità statica, anche la completa funzionalità nel caso di un evento catastrofico. Anche se tutti si augurano che questa funzione non venga mai testata.









