Vietato riempire piscine e lavare auto. Ma anche irrigare prati e far funzionare le fontane ornamentali. Insomma, niente sprechi d’acqua. Se la siccità continua a tenere sotto scacco la pianura, anche la montagna non se la passa meglio. E arrivano le prime ordinanze anti-spreco. Perché l’acqua comincia a scarseggiare anche nelle località che solitamente producono acqua in abbondanza. C’è poco da fare: non piove con una certa continuità da mesi; da ottobre in avanti c’è un deficit pluviometrico allarmante. Quindi è normale che ci sia carenza d’acqua anche in montagna.
L’ordinanza di ieri (15 luglio) arriva da Agordo, dove il sindaco ha vietato ogni utilizzo di acqua potabile che non sia strettamente legato alle esigenze domestiche, igienico-sanitarie e produttive. Il divieto sottolinea le azioni vietate e considerate spreco: vietato annaffiare campi, orti, giardini, aiuole e prati; vietato bagnare strade e cortili; vietatissimo lavare le auto e riempire piscine. Sono previste multe salate per i trasgressori, anche se conviene puntare più sul senso civico e sulla consapevolezza della crisi idrica più che sulla repressione.
Già nelle settimane scorse diversi Comuni avevano prodotto simili ordinanze. E ne seguiranno di nuove, in altri territori. Perché a parte temporali estemporanei, le previsioni parlano ancora di sole e di caldo. Dalla prossima settimana le temperature torneranno ben sopra la norma, con punte di 34-35 gradi in Valbelluna. Meglio attrezzarsi con la danza della pioggia…





