E’ un legame lungo 100 anni, quello che lega Feltre e gli alpini. Nato ai tempi tragici della Prima Guerra mondiale, rinsaldato nella Seconda (quando molti alpini, dopo l’Armistizio, salirono in montagna per combattere contro i nazifascisti) e continuato fino ai giorni nostri. Fino ai giorni di Vaia, ad esempio, quando i volontari dell’Ana Feltre furono tra i primi ad intervenire per risollevare la città ferita dalla tempesta.
E ieri, in occasione proprio dei 100 anni della sezione cittadina, il consiglio comunale di Feltre ha conferito la cittadinanza d’onore all’Ana. Il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, ha consegnato nelle mani del presidente nazionale del corpo, Sebastiano Favero, la targa commemorativa.
«Il legame dell’Ana con la nostra città è forte – le parole di Perenzin, che ha ripercorso alcuni momenti storici – e noi non possiamo che ringraziare gli alpini per la capacità di mantenere viva e attiva la comunità».
C’è un momento, recente, che sancisce l’unione profonda tra gli alpini e Feltre. Si tratta della rinascita del Parco della Rimembranza, con la piantumazione di 91 piante al posto di quelle cancellate dalla violenza di Vaia. «E’ grazie al contributo dell’Ana nazionale – ricorda Perenzin – se adesso ci sono queste nuove piante al posto degli alberi piantati nel 1924, in memoria proprio degli alpini caduti sul Grappa nella Prima Guerra mondiale».
«Feltre è una delle città simbolo per noi alpini – sono invece le parole del presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – e qui fino a pochi anni fa era sempre stato presente un contingente. Abbiamo voluto intervenire per ricostruire il Parco della Rimembranza: un contributo del cuore e della memoria».
Dal palco di Piazza Maggiore Favero ha usato toni decisi contro chi ha voluto condannare l’intero corpo degli alpini per gli spiacevoli episodi avvenuti all’adunata nazionale di Rimini. «Noi condanniamo i gesti sbagliati e le molestie, e chi li ha fatti. Ma non vogliamo che questo venga strumentalizzato portando ad essere denigrata tutta l’associazione e tutto ciò che ha fatto. Questo mi rammarica molto».








