Massaro c’è. Alla fine le riserve sono state sciolte: il sindaco uscente sarà della partita alle prossime elezioni, candidato nella lista “InMovimento” a supporto di Giuseppe Vignato.
Ma a che condizioni? Durissime, almeno secondo un comunicato stampa inviato ieri mattina e firmato proprio dal candidato sindaco. Nel quale – si legge – la candidatura di Massaro viene accettata. Ma con l’obbligo (con tanto di lettera firmata) da parte dell’attuale primo cittadino di «Non chiedere alcuna carica per sé stesso all’interno della prossima amministrazione né in consiglio comunale né in giunta o in società partecipate». Né per sé, né per i suoi consiglieri.
Una vera e propria scarica di adrenalina su una campagna elettorale ancora agli albori. Comprensibile lo sgomento e la fibrillazione tra gli addetti ai lavori per un testo che assomigliava molto ad una prossima esclusione, per interposta persona, di “In Movimento” dalla coalizione pro – Vignato. Come avrebbero potuto, infatti, accettare un simile diktat i componenti di quella che è, in ogni caso, la lista espressione della maggioranza uscente da Palazzo Rosso? E soprattutto, prima ancora che i cittadini esprimano le loro preferenze?
Nel pomeriggio un nuovo comunicato stampa (condiviso ma sempre firmato da Vignato) prova a mettere una pezza. Ribadendo la presenza di Massaro, le quattro liste si impegnano «a garantire al candidato sindaco, in caso di elezione, la completa libertà e discrezionalità nella definizione della giunta e hanno ribadito che non esistono accordi su posizioni preferite nella prossima amministrazione». E ancora: «L’eventuale squadra di governo, come già è stato ribadito fin dal primo giorno di campagna elettorale, sarà decisa esclusivamente sulla base delle specifiche competenze per ogni ambito programmatico, rispettando ovviamente il giudizio e le indicazioni espresse dagli elettori».
Già, ma allora perché fissare dei paletti a oltre un mese dal voto? «Per evitare spaccature interne al centrosinistra, che i cittadini di questa città non meritano, abbiamo deciso di superare l’impasse su un nome specifico», conclude la nota.
Missione compiuta?





