Centrali a cippato, Cestaro: «Utilizziamo legname locale»

Centrali a cippato, Cestaro: «Utilizziamo legname locale»

Legname locale nelle centrali a cippato? Per la consigliera regionale Silvia Cestaro (ex sindaca di Selva di Cadore) non solo si potrebbe, si deve. Attivando a tal proposito un registro delle centrali a cippato presenti nel territorio, classificate in base alla produzione Mwh. E’ questa la richiesta contenuta nella mozione depositata dalla consigliera. Abbattere le emissioni, dare una spinta importante alla filiera del legno, mettere in comunicazione domanda e offerta valorizzando il legname locale creando economia circolare sono gli obiettivi dell’iniziativa.

«È importantissimo mettere in comunicazione domanda e offerta – spiega Cestaro -, lo si fa per tanti settori ed è importante farlo anche per quello del cippato. Per questo la mozione chiede di attivarsi affinchè Veneto Agricoltura crei un registro, chiaramente usufruibile dagli interessati, di tutte le centrali a cippato catalogate per produzione energetica. Un aiuto ai proprietari boschivi,  privati ma anche a Regole, Comuni e piccoli consorzi  affinché possano avere cognizione di qual è la domanda nell’ambito territoriale».

Il cippato, quale combustibile compreso tra le fonti rinnovabili, è una biomassa, ecologica ed economica, che può essere impiegata sia per il riscaldamento domestico sia per il teleriscaldamento di piccoli e medi nuclei urbani. Per ottenere questo particolare combustibile si utilizza un processo tramite cippatrici seguito da essiccazione e stoccaggio, che va a trasformare gli scarti della lavorazione del taglio degli alberi nel bosco e della potatura di piante nonché delle colture boschive dedicate a questa funzione.  Circa il 20% dei consumi totali di energia nel nostro Paese è coperto da fonti energetiche rinnovabili, i consumi di energia da biomassa si attestano intorno al 70% dei consumi complessivi da fonti rinnovabili nel settore termico e al 30-35% dei consumi complessivi di energia da fonti rinnovabili.

Negli ultimi anni le politiche di incentivazione delle fonti di energia rinnovabile hanno inciso positivamente nei fattori di emissione, che si sono ridotti da 0,051 del 1990 a 0,039 nel 2018 con un impatto tra le alternative fossili in MWh di energia primaria prodotta, dove il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il gpl ne emette 270 kg, il metano 250 kg, mentre il pellet 29 kg e legna da ardere 25 kg di CO2 equivalente. Insomma, il cippato come descritto all’interno della norma tecnica UNI EN ISO 17225-4 in vigore dal 2014, può diventare un’importante risorsa per le aree interessate dalla presenza di boschi coltivati, da gestire o colpiti da eventi naturali come Vaia o dal bostrico.

«Alla luce di tutto questo e considerato come le centrali a cippato siano destinate a crescere, per numero, anche nel nostro territorio vista la crisi energetica – aggiunge Cestaro – sono convinta che non sia pensabile rifornirle con materiale proveniente da altri stati, province o regioni. Tutto il ragionamento sulla produzione ecologica  e sulla sostenibilità va a cadere nel momento in cui  per portare questo materiale da una parte all’altra si percorrono lunghe distanze , serve una produzione quasi a chilometro zero e serve creare consorzi forestali per gestire quella risorsa importantissima per il nostro territorio che è il bosco, le cui potenzialità sono risultate evidenti con Vaia.Le nostre foreste potranno essere una risorsa sostenibile, all’interno di una gestione attenta alla biodiversità ed alla cultura del bosco».

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