«Biodiversità e attività umane: troppo spesso prevale l’aspetto economico»

«Biodiversità e attività umane: troppo spesso prevale l’aspetto economico»

Fari puntati sul sistema ambiente, a Longarone Fiere, dove si sta sviluppando l’edizione numero 41 di Agrimont. E si è parlato di “Biodiversità e attività umane: contrapposizioni e sinergie”.

Lo ha fatto soprattutto Katia Zanatta, biologa e ricercatrice indipendente: «Purtroppo spesso si bada più all’aspetto economico, andando a danneggiare gli ecosistemi, che sono molto sensibili ai trattamenti chimici e fisici. Quindi, fenomeni come asporto di suolo, movimentazione di terra, inquinamento da pesticidi chimici e cambiamenti climatici, portano a un progressivo deterioramento dello stato di conservazione della flora e della fauna terrestre». 

L’impollinazione gioca un ruolo fondamentale nell’agricoltura: «In questo senso, si può individuare in una scorretta pratica agricola la causa principale di danneggiamento della biodiversità con la conseguente frammentazione degli habitat e la perdita degli impollinatori. Questo li costringe a migrare, lasciando spazio a sostitutive specie aliene». 

Cecilia Costa, ricercatrice al Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente, si è soffermata invece sull’apicoltura sostenibile: «L’obiettivo è quello raggiungere un giusto sostentamento per gli apicoltori e la sicurezza dell’ambiente e dei consumatori. In questo sono le api locali che possono avere un ruolo importante. Alla base un’analisi dell’apis mellifera, e più specificamente delle sottospecie italiane, studiando la loro evoluzione nel tempo e nell’ambiente in cui vivono». 

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