Mancano pochi giorni all’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro e cresce la preoccupazione: per la carenza di strutture che erogano i tamponi e per la difficoltà di approvvigionamento da parte delle cliniche private.
«Continuiamo a ritenere quella vaccinale la sola e unica via per proteggere se stessi e gli altri dal rischio contagio – afferma il segretario generale della Cisl Belluno Treviso Massimiliano Paglini (in foto, a destra)-. Ma dal momento che il Decreto prevede la possibilità di optare per il tampone per ottenere il certificato verde, riteniamo sia dovere del sistema sanitario e delle Ulss garantire costanza di approvvigionamento di tamponi alle strutture private e potenziare quelle pubbliche per assicurare il servizio, ancorché a pagamento, a tutti coloro che dovranno tamponarsi ogni due o tre giorni fino al 31 dicembre».
Per il leader della Cisl territoriale, è dunque «dovere e responsabilità del servizio pubblico consentire, in presenza di regole certe, efficienza dei servizi che eroga, incluso quello dei tamponi a chi ne farà richiesta».
«La priorità – prosegue Paglini – dev’essere la tutela del funzionamento delle aziende e degli uffici pubblici attraverso la garanzia per tutti di poter accedere ai luoghi di lavoro con il Green pass a prescindere da come viene generato il certificato verde. Se non arriveranno rapidamente garanzie sull’erogazione dei tamponi si rischia la tempesta perfetta: da una parte la scarsità di materie prime e dall’altra possibili defezioni di lavoratori che potrebbero pregiudicare il funzionamento di intere linee produttive. È dovere di tutti gli attori in gioco agire per garantire possibilità di tamponarsi a chi sceglie di non vaccinarsi».





