Nel suo ufficio ancora in pieno trasloco ha due dossier già aperti sulla scrivania. Sono quelli che riguardano Acc e Ideal standard, le due crisi industriali che minacciano il Bellunese. E’ arrivato da poche ore in città, il nuovo prefetto Mariano Savastano, ma ha già le idee chiare. «Le due aziende vivono una situazione molto difficile – spiega – che è stata posta immediatamente alla mia attenzione da chi mi ha preceduto e che ho cominciato ad approfondire nei miei primissimi incontri che ho avuto in questi due giorni. D’altra parte questo è il ruolo del prefetto: recepire dal territorio le principali esigenze e dare il proprio contributo per cercare una soluzione».
Soluzioni che dovranno arrivare attraverso il confronto continuo. «Il mio obiettivo – spiega il nuovo prefetto, che ieri mattina ha incontrato la stampa locale – è quello di far sentire la prefettura un luogo di incontro, di dialogo e di mediazione. Mi piace proporre questo ai cittadini e agli amministratori. Dobbiamo arrivare assieme a risolvere i problemi. Le soluzioni sono sempre più complesse, per una serie infinita di questioni di carattere burocratico e finanziario. Ed è quindi sempre più importante utilizzare i momenti di coordinamento per trovare una strada comune da percorrere. Io credo in questo metodo».
Napoletano di origine ma ormai piemontese di adozione (vive a Novara con la moglie, magistrato alla Corte d’Appello di Torino e al figlio studente di medicina all’Università del Piemonte orientale) Savastano è alla prima esperienza da prefetto. E’ stato nominato lo scorso 14 aprile, dopo una lunga carriera da vicario tra Lodi, Novara e Vercelli. «Sono contento di iniziare la mia esperienza a capo di una prefettura da una cittadina come Belluno. Amo le città a misura d’uomo e adoro la montagna. Sono uno sciatore e non vedo l’ora di conoscere da vicino le Dolomiti. La mia unica precedente esperienza nel Bellunese fu in occasione di una vacanza sulle nevi: alloggiavo a San Vito di Cadore».
L’agenda è già ricca di appuntamenti. Oggi è prevista la posa delle corone di alloro ai due monumenti ai caduti di Belluno, prima dell’omaggio alle vittime della tragedia del Vajont. Nel pomeriggio Savastano ha convocato il Comitato ordine e sicurezza, per fare il punto sulle riaperture, concentrando l’attenzione sulle misure previste per bar e ristoranti. «Quella contro il covid – spiega – è una battaglia che non si vince con le sanzioni, ma con i comportamenti virtuosi di ognuno di noi. Non posso che appellarmi quindi al senso civico di tutti. Da parte nostra, agiremo con buonsenso, prima di tutto cercando il dialogo. Cosa tra l’altro fatta anche da chi mi ha preceduto, se è vero che finora la prefettura ha risposto a oltre mille quesiti posti dai cittadini».
La chiusura, d’obbligo, riguarda i giochi olimpici del 2026: «C’è una macchina rodata contro l’infiltrazione del malaffare, che ci permette di guardare avanti con fiducia, sempre tenendo fisso l’obiettivo sulla legalità».





