È gennaio: freddo!
E quest’anno, oltre alle temperature rigide, ci ha regalato abbondanti nevicate.
No, non facciamo le previsioni meteo: ma vogliamo regalarvi alcuni proverbi che accompagnano questo mese “ostico” e ormai ai titoli di coda.
Allora riavvolgiamo il nastro.
Pronti per vedere se la vostra memoria è pronta?
Partiamo:
L’uva a capodanno non portò mai danno.
San Severino la barba bianca, di neve ne porta una gamba (8 gennaio).
San Sebastiano una viola in mano (21 gennaio).
San Vincenzo l’inverno mette i denti (22 gennaio).
Santa Agnese il freddo è per le siepi.
Per San Sebastiano, sali il monte e guarda il piano: se vedi molto spera poco, se invece vedi poco spera assai.
Gennaio o febbraio riempie o vuota il granaio.
Polvere a gennaio, carica il granaio.
Non c’è gallina o gallinaccia che a gennaio uova non faccia.
Bello di gennaio, brutto a febbraio
Guardati dalla primavera di gennaio.
Se l’ape gira di gennaio, tieni d’occhio il granaio.
Chi pota a gennaio, pota al grappolaio.
La nostra tradizione in dialetto
Gran fret de gennaio colma al granaio.
Dopo Nadal an pas de an gal, Pasqetta na oreta, a San Biasi doi ore quasi.
Dal fret de San Tizian, casca i dent dei can (8 gennaio).
An bon genaio? Se vendica febraio.
A Sant’Agnese l’fret pasa le sfese.
Sant’Andrea al fret se senta nella carega.
San Severin dalla barba bianca o piova o neve no manca.
Santa Liberata freda l’invernata (18 gennaio)
Gennaio seco, vilan rico.
Gennaio fret e sut, fa gner de tut.
Alla prossima!





