«Noi medici siamo stanchi: abbiamo fame d’aria. Siate tutti responsabili»

«Noi medici siamo stanchi: abbiamo fame d’aria. Siate tutti responsabili»

 

Riceviamo e pubblichiamo il pensiero-appello del dottor Ali Chreyha, medico di base a Longarone. E in prima fila nella lotta contro il Covid-19 

L’epidemia in Italia è in rapido peggioramento. La maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario tre, ma sono in aumento le regioni in cui la velocità di trasmissione del virus può sfociare in uno scenario quattro. 

La situazione complessivamente è molto grave. 

Il rischio, elevato, è che si vada verso un’epidemia non controllata e non gestibile sul territorio. Per questo è essenziale rafforzare le misure di mitigazione in tutte le regioni. Ed è necessaria una drastica riduzione delle interazioni tra persone, in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale poi che la popolazione eviti ogni occasione di contatto con chi vive al di fuori del nucleo abitativo. 

Aumentano i ricoveri, anche quelli in terapia intensiva. E un simile quadro giustifica l’adozione di interventi più restrittivi e di comportamenti prudenti da parte di ogni cittadino.

Vorrei lanciare un messaggio: per sconfiggere il Covid, al momento, non ci si può affidare al vaccino, ancora troppo lontano. La soluzione deve riguardare, invece, la personale assunzione di responsabilità, come abbiamo dimostrato a marzo. Ognuno deve fare la propria parte. 

La nostra capacità di inseguire il virus, ora come ora, è ridotta da un’ampia serie di fattori, forse non del tutto compresi. Ed è anche per questo che abbiamo bisogno di tutti. 

Tutti dobbiamo metterci qualcosa di nostro. 

Perché noi medici, infermieri e operatori siamo stanchi: non ci siamo ancora ripresi dai mesi primaverili e abbiamo un’enorme fame d’aria. 

Ci siamo rimessi le tute e le maschere. E stiamo di nuovo lottando come prima. Ma non basta. 

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