Giardini botanici per i narcisi: ecco la seconda fase del progetto Unifarco

Giardini botanici per i narcisi: ecco la seconda fase del progetto Unifarco

Turismo sostenibile e itinerario naturalistico protetto. Il progetto di tutela dei prati a narciso firmato Unifarco è pronto a volare ancora più in alto. Un recente incontro tra il presidente dell’azienda Ernesto Riva, il Gruppo Natura Lentiai, e l’amministrazione di Borgo Valbelluna ha dato il via a una seconda fase di sviluppo, che porterà alla formazione di un nuovo modello di gestione. Di fatto, saranno creati alcuni giardini botanici a cielo aperto.

Il progetto pilota di Unifarco è nato un anno fa, con l’obiettivo di tutelare e riqualificare i prati a narciso, fiore che stava scomparendoa causa di diversi fattori: abbandono di tecniche della tradizione contadina a favore della trinciatura meccanica, la presenza di cinghiali che danneggiano il territorio e piante infestanti come il veratro. L’azienda è quindi scesa in campo conuna serie di azioni rivolte a una miglior cura dei luoghi di interesse (ad esempio Col D’Artent e Col Moscher): sfalcio tradizionale, recinti elettrificati per limitare i danni dei cinghiali e raccolta manuale del veratro. Missione compiuta: i primi risultati– come la più grande fioritura del “Principe Bianco” degli ultimi dieci anni e il richiamo di turisti ed escursionisti – hanno sorriso. 

«È arrivato il momento di posizionare il prossimo mattone– commenta Ernesto Riva, presidente di Unifarco–Vogliamo esportare il progetto in tutto l’arco prealpino, ma per farlo dobbiamo unire le forze con il Comune di Borgo Valbelluna. Abbiamo un ideale che ci muove: far appassionare le persone alla biodiversità del nostro territorio, un patrimonio unico che tutti abbiamo la responsabilità di mantenere, salvaguardare e promuovere; in questo modo, attraverso il turismo e l’agricoltura, potremo generare un indotto che porterà benessere all’intero territorio, nel rispetto della natura”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’amministrazione Comunale di Borgo Valbelluna. «Siamo felici di sposare il progetto di Unifarco – dice il sindaco Cesa -. Vogliamo dare tutto il nostro supporto per estendere il progetto all’intero territoriocomunale, così da promuoverne lo splendore, l’unicità e il contesto di benessere. Stiamo studiando insieme una serie di interventi da attuare nel 2021». 

L’intenzione è quella di organizzare navette e alcuni interventi logistici e organizzativi sulla dorsale prealpina nella stagione primaverile; un primo passo volto a creare un vero e proprio itinerario naturalistico che rispetti l’ambiente e valorizzi il palcoscenico dolomitico. Attraverso gli opportuni strumenti pianificatori, inoltre, verranno studiate azioni che aiuteranno la gestione dei prati della dorsale, da Sant’Antonio Tortal a Marziai, con l’obiettivo finale di trasformarli in giardini naturali. Tutti interventi, insomma, che avranno un impatto decisamente positivo sul turismo.

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