Il grande giorno è arrivato: le scuole della provincia di Belluno riaprono i battenti.
Problemi, dubbi e incertezze non mancano. E non potrebbe essere altrimenti, dopo lo scoppio della pandemia. Ma proprio per trasformare i punti interrogativi in punti fermi, è intervenuto il il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss Dolomiti, Sandro Cinquetti: «Premesso che ogni istituzione scolastica ha il proprio referente per prevenire il Covid, è evidente che un ruolo centrale è quello dei genitori. In questo senso, se un bimbo ha tosse, febbre o altri sintomi, non va solo tenuto a casa, ma deve essere avvisato il pediatra. Il quale deciderà se indirizzare il bimbo verso i due punti drive-in, a Feltre e Belluno, per effettuare il tampone».
Sarà necessario portare la tessera sanitaria e fornire il numero di cellulare della mamma o del papà: «Perché entro 24 ore, su quello stesso numero, arriverà un sms con l’esito del tampone». In caso negativo, e a fine malattia, è comunque obbligatorio ricontattare il pediatra di famiglia per il certificato medico, finalizzato alla riammissione scolastica. «Nella fase attuale – prosegue Cinquetti – il confronto con il mondo della scuola è costante. E coinvolge medici di Medicina generale, pediatri, Dipartimento di Prevenzione, oltre ovviamente ai genitori. Grazie a questa sintonia, sono certo che affronteremo in sicurezza e serenità la situazione».
Il direttore generale Adriano Rasi Caldogno, invece, ha snocciolato qualche dato: «La situazione è sotto controllo dal punto di vista globale. In questo momento abbiamo 59 positivi al tampone: in larghissima misura a domicilio e in larga misura asintomatici; 378 sono in isolamento fiduciario con sorveglianza attiva, mentre due pazienti risultano ricoverati: uno dei quali in terapia intensiva, ma all’interno di un quadro caratterizzato da patologie pregresse».
Insomma, vietato abbassare la guardia. Ma, con la ripresa della scuola, si torna a respirare l’aria fresca della normalità.





