
Sessanta piante rigogliose, tra i due e i tre metri di altezza, pronte per essere raccolte. Era una piantagione di cannabis in piena regola quella messa in piedi in una serra artigianale a Canal di Feltre da A.D.C, 49enne operaio feltrino con un vecchio precedente, e la sua compagna T.M., 52 anni, anche lei di Feltre.
La coltivazione illecita è stata scoperta venerdì scorso dagli agenti della Squadra mobile di Belluno, a seguito di alcune generiche segnalazioni e alla conseguente attività informativa sui flussi del commercio degli stupefacenti nel Feltrino. All’interno della serra (costruita ad una cinquantina di metri dall’abitazione di proprietà della donna) un vero giardino: 60 piante di cannabis (alcune invasate ed altre coltivate direttamente a terra) in avanzato stato vegetativo, tra i 2 e i 3 metri di altezza e con abbondante fogliame.
E nella soffitta dell’abitazione della coppia (che ha da subito ammesso le proprie responsabilità) un laboratorio di essicazione per la lavorazione delle piante, che venivano stese su fili da bucato per essere disidratate prima della defogliazione a mano. La parti vegetative ricche di THC venivano poi conservate in appositi contenitori semi-sigillati. Rinvenuto anche tutto il materiale idoneo al confezionamento delle dosi per la vendita: forbici, sacchettini di tipo alimentare, guanti sterili, due bilance con diversa taratura, oltre a fertilizzanti e due lampade a led per la coltivazione indoor, ordinate via internet.
Per i due conviventi è quindi scattato l’arresto (ai domiciliari) per coltivazione e detenzione di stupefacenti. Arresto convalidato questa mattina dal Gip Scolozzi, con la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Feltre.





