Trent’anni di Oltre le Vette. Un traguardo che racconta la continuità di una rassegna capace di attraversare stagioni, amministrazioni e cambi di passo culturali senza perdere il proprio pubblico. Dal 2 all’11 ottobre Belluno torna a ospitare il festival dedicato alla montagna, con un programma fitto di mostre, incontri, proiezioni e spettacoli che confermano la manifestazione come uno degli appuntamenti più longevi e riconosciuti del panorama italiano.
La trentesima edizione si apre nel segno della memoria e della ricerca. Sabato 26 settembre, a Palazzo Fulcis, saranno inaugurate due mostre che anticipano la rassegna: quella dedicata all’esploratrice inglese Amelia B. Edwards, curata da Alan Boyle ed Eleonora Pescosta, e quella su Dino Buzzati pittore, con un nucleo inedito di lucidi realizzati negli anni Sessanta e presentati da Marco Perale. Due percorsi che intrecciano storia, arte e sguardi sulla montagna, e che introducono il tema portante dell’edizione 2026.
L’inaugurazione ufficiale è in programma venerdì 2 ottobre, alle 17.30, a Palazzo Bembo, con la mostra fotografica dedicata all’Alta Via n.1, organizzata dal CAI Belluno per il 60º anniversario del celebre itinerario dolomitico. Domenica 4 ottobre, sempre a Palazzo Bembo, sarà la volta della personale dell’illustratore Marco Trevisan, autore dell’immagine simbolo della rassegna.
Il programma si estende anche oltre Belluno: a Limana, il 1 ottobre, sarà inaugurata la mostra fotografica Dolomiti Prealpi – La luce del silenzio di Francesco Cerpelloni; a Borgo Piave, l’11 ottobre, aprirà Vedere Gellner, dedicata alle architetture dell’ex villaggio Eni di Cortina.
Accanto alle mostre, il festival propone un cartellone cinematografico in collaborazione con Trento Film Festival, con titoli come Kronoshock, The road to Patagonia, Fémene e La cima, in proiezione al Teatro Dino Buzzati. Numerosi anche gli appuntamenti letterari della rubrica Parole di carte di montagna, con la presentazione del volume Con penna e pennello di Boyle e Pescosta, del nuovo romanzo di Antonio G. Bortoluzzi Tutto è nel bosco e del libro Il tempo dei semplici di Luigi Nacci.
Molto ricco il calendario degli incontri con alpinisti ed esploratori: Marco Malcangi, Lorenzo Barone, Giovanni Zaccaria, Mirco Grasso, Tamara Lunger, Marco Albino Ferrari, Mauro Varotto e Aaron Durogati, protagonista della serata conclusa con il Premio Silla Ghedina. Un percorso che attraversa sci ripido, esplorazioni, podcast, grandi traversate e nuove narrazioni della montagna contemporanea.
Una linea tematica importante è dedicata alla botanica, con visite guidate, conferenze, laboratori per bambini e workshop in collaborazione con il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Dolomia e la Magnifica Comunità del Cadore. Tra gli appuntamenti, la visita al Giardino Botanico Alpi Orientali, la conferenza sugli erbari bellunesi, la presentazione del volume dedicato a Renato Pampanini e un workshop sulla traslocazione delle specie vegetali minacciate.
Il cartellone degli spettacoli propone reading, narrazioni e teatro: Saluti e baci dal mai, Il genial ritrovo, Val Visdende, ultima valle e Come quaglie su un vassoio, dedicato alla legge Merlin. Non mancano temi sociali e ambientali, come il documentario Ultima fermata – L’accoglienza mancata nella montagna veneta, il talk Nuove custodi del territorio sulle aree protette e la visita ai codici miniati della Certosa di Vedana. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, con prenotazione consigliata. Il programma completo è disponibile su www.oltrelevette.it e sui canali social del festival.





