ATS, il Csv apre il cantiere del nuovo welfare di comunità

ATS, il Csv apre il cantiere del nuovo welfare di comunità

Come cambierà il sistema dei servizi sociali territoriali e, soprattutto, quale spazio avranno le associazioni dentro i nuovi Ambiti Territoriali Sociali? È la domanda che il Csv Belluno Treviso porta al centro di due incontri di settembre, organizzati con Volontarinsieme e Comitato d’Intesa, per accompagnare gli Enti del Terzo Settore nella comprensione di una riforma che entro il 2027 ridisegnerà la programmazione sociale dei Comuni.

In provincia di Belluno gli ATS saranno due, Feltre e Belluno, con i rispettivi Comuni capofila. Una novità che il Csv ha scelto di affrontare in anticipo, costruendo un percorso organico di accompagnamento e pubblicando una guida dedicata al ruolo del Terzo Settore nei nuovi assetti. Un lavoro pionieristico, che punta a chiarire come gli ATS diventeranno il livello in cui i Comuni programmeranno e gestiranno in modo integrato i servizi sociali, e come il volontariato sarà chiamato a partecipare alla costruzione delle politiche attraverso co-programmazione e co-progettazione.

«Il volontariato non è una risorsa accessoria né un tappabuchi del sistema pubblico. È una componente fondamentale della comunità e un interlocutore strategico delle istituzioni», sottolinea Paola Roma, assessore ai Servizi Sociali della Regione Veneto. Una visione condivisa da Giancarlo Cavallin, presidente del Csv Belluno Treviso: «Il Csv ha il compito di preparare e supportare le associazioni per essere all’altezza dei processi partecipativi che la riforma richiede».

Il primo ciclo di incontri sarà guidato dal dottor Gianfranco Pozzobon, già direttore dei Servizi Sociali nelle Ulss di Feltre, Cittadella e Venezia. Durante le due serate – 9 settembre a Feltre e 23 settembre a Belluno, sempre dalle 17 alle 19 – sarà presentata in anteprima la pubblicazione “Costruttori di Welfare”, primo dei “Quaderni del Csv Belluno Treviso”. Un testo che spiega il funzionamento degli ATS, il ruolo degli ETS e la logica dell’amministrazione condivisa, proponendo una roadmap verso l’entrata a regime della riforma. Il messaggio è netto: il volontariato deve passare da una presenza episodica a una partecipazione strutturata ai processi di programmazione territoriale.

Il percorso non si fermerà a settembre. In ottobre è previsto un incontro aperto a tutti per capire come ciascun ATS sta affrontando la riforma, sia sul piano organizzativo sia su quello strategico. Poi partirà una formazione avanzata a numero chiuso, rivolta a volontari selezionati, con l’obiettivo di sperimentare concretamente la co-progettazione. «Il volontariato deve saper leggere i bisogni dei territori e costruire reti tra associazioni, amministrazioni e privato sociale», ribadisce Cavallin.

Gli incontri sono gratuiti, con iscrizione obbligatoria sul sito www.csvbltv.it.

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