Agricoltura, segnali positivi dalla montagna bellunese

Agricoltura, segnali positivi dalla montagna bellunese

Il 2025 si chiude con un bilancio positivo per l’agricoltura veneta, ma tra i dati più interessanti del Rapporto sulla congiuntura agroalimentare di Veneto Agricoltura emergono quelli del Bellunese, dove le produzioni tipiche della montagna mostrano segnali di crescita e consolidamento. A livello regionale il valore della produzione agricola raggiunge gli 8,5 miliardi di euro, in aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente.

Nella provincia di Belluno aumentano le superfici coltivate a cereali, che passano da 1.255 a 1.353 ettari (+7,8%), mentre la produzione supera le 10 mila tonnellate, con un incremento dell’11,2% rispetto al 2024. A trainare il settore resta il mais, coltura cardine dell’agricoltura locale, che supera le 9.100 tonnellate raccolte (+6,1%). A sorprendere è soprattutto il ritorno del frumento tenero, che vede più che triplicare superfici e produzione nel giro di un anno.

Numeri incoraggianti arrivano anche dalle colture più strettamente legate alla montagna. La patata, una delle produzioni simbolo delle aree alpine, registra una crescita del 30,8% delle superfici coltivate e del 45,5% della produzione, arrivando a oltre 1.100 tonnellate raccolte. Cresce complessivamente anche il comparto di leguminose e tuberi, che segna un aumento del 45,4% delle quantità prodotte.

Più difficile, invece, l’annata per gli ortaggi in pieno campo. Le superfici coltivate scendono del 21% e la produzione cala di quasi il 36%, anche se restano presenti alcune colture tradizionali come fagioli, fagiolini, radicchio e cicoria.

Ma se c’è un settore che continua a rappresentare una risorsa strategica per il territorio dolomitico è quello forestale. Belluno concentra il 42% delle imprese silvicole del Veneto, con 259 aziende attive e oltre 600 addetti. Numeri che confermano il ruolo centrale della provincia nella gestione del patrimonio boschivo regionale, a distanza di alcuni anni dalla tempesta Vaia che aveva profondamente segnato i boschi delle Dolomiti. Nel 2025 il numero degli occupati nel comparto cresce del 7,3%, consolidando una filiera che unisce economia, manutenzione del territorio e tutela ambientale.

Il quadro che emerge dal rapporto è quello di una montagna che continua a investire nelle proprie vocazioni produttive. Tra cereali, patate, allevamento e gestione forestale, il Bellunese mantiene un ruolo importante nell’economia agroalimentare veneta, dimostrando come le produzioni di qualità e il presidio del territorio possano ancora rappresentare una leva di sviluppo per le aree alpine.

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