Cent’anni di storia e di vita quotidiana: Belluno si prepara a celebrare il Ponte della Vittoria, uno dei luoghi più identitari della città, con una cerimonia in programma sabato 23 maggio.
L’anniversario cade a un secolo esatto da quell’inaugurazione del 1926, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, anticipata rispetto al collaudo definitivo che sarebbe arrivato solo due anni dopo. Da allora il ponte è diventato parte integrante del paesaggio urbano e della memoria collettiva, attraversato ogni giorno da migliaia di persone e profondamente riconosciuto dai bellunesi. «Da cent’anni questa struttura accompagna la vita della Città e custodisce una parte importante della nostra storia», sottolinea il sindaco Oscar De Pellegrin, richiamando anche l’ampia partecipazione alla candidatura ai Luoghi del Cuore del FAI, che ha raccolto migliaia di firme. Un segnale concreto dell’affetto che lega la comunità a questo monumento.
Progettato dall’ingegnere Eugenio Miozzi e arricchito dall’apparato decorativo firmato dall’architetto Riccardo Alfarè, il Ponte della Vittoria nasce come opera monumentale dedicata alla memoria della Grande Guerra. Realizzato in cemento lavorato a martellina per richiamare l’aspetto della pietra, conserva ancora oggi una ricchezza simbolica che ne racconta l’origine: dalle strofe della Canzone del Piave ai leoni di San Marco, fino ai richiami all’identità storica e culturale del territorio. Un legame profondo, quello tra il ponte e la città, ribadito anche dall’impegno dell’associazione Borgo Piave ETC, promotrice dell’iniziativa insieme al Comune. «Molti attraversano il ponte ogni giorno senza soffermarsi sui dettagli che raccontano la sua storia – osserva il presidente Antonio Gheno –. Eppure è un monumento che parla della città e dei bellunesi. Questo centenario è un invito a riscoprirlo».
Le celebrazioni prenderanno il via nel pomeriggio, dalle ore 15, proprio sul ponte, con un momento introduttivo dedicato alla storia dell’opera, seguito dai saluti istituzionali. Tra i momenti più significativi della giornata anche il passaggio dello SPAD XIII R, replica del velivolo utilizzato dal maggiore Francesco Baracca durante la Prima guerra mondiale, e l’esibizione del Coro Oio con un repertorio dedicato alla memoria nazionale. «I monumenti non sono solo testimonianze del passato, ma strumenti attraverso cui una comunità riconosce sé stessa», evidenzia l’assessore alla cultura Raffaele Addamiano. Il centenario del Ponte della Vittoria diventa così non solo una ricorrenza storica, ma un’occasione per riaffermare il valore di un simbolo che continua a definire l’identità di Belluno.





