Si è celebrato ieri (10 aprile) a Belluno il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, una giornata che ha unito memoria, riconoscimenti e bilancio dell’attività svolta in provincia. La cerimonia si è aperta con lo svelamento del monumento dedicato ai caduti della Polizia di Stato, collocato sul fronte della Questura di via Volontari della Libertà, un segno concreto e atteso, fortemente voluto dal questore Roberto Della Rocca.
«Era una promessa che avevo fatto al mio arrivo – ha ricordato il questore nel suo intervento – perché rappresenti un segno tangibile, per noi e per la cittadinanza, del ricordo doveroso e quotidiano verso chi ha perso la vita in servizio». L’opera, realizzata dallo scultore Alessandro Mutto, è costruita su un linguaggio essenziale ma ricco di significati: una figura vuota che richiama l’assenza dei caduti, superfici specchianti che riflettono i volti di chi resta, lo stemma della Polizia come elemento che ricompone e custodisce storie, vite e sacrifici legati a questo territorio.
La celebrazione è poi proseguita nel salone della Prefettura, alla presenza delle autorità civili e militari, con la consegna di encomi e lodi a diverse donne e uomini della Polizia di Stato distintisi in operazioni di polizia giudiziaria e di soccorso pubblico. Un momento che ha dato volto e concretezza al lavoro quotidiano svolto spesso lontano dai riflettori.
Nel suo discorso, Della Rocca ha voluto allargare lo sguardo all’anno appena trascorso, definendolo «speciale, faticoso e stressante, ma anche stimolante ed entusiasmante». Un periodo segnato in modo particolare dalla complessa gestione della sicurezza legata agli eventi olimpici, che ha richiesto mesi di preparazione, coordinamento tra istituzioni e un impegno straordinario di uomini e mezzi. «Le Olimpiadi hanno prosciugato energie – ha sottolineato – ma non potevamo trascurare la nostra missione principale: garantire sicurezza e ordine pubblico in provincia». Un lavoro corale che ha coinvolto Prefettura, forze dell’ordine, Vigili del fuoco, sanità, enti locali e mondo economico, e che ha portato a un risultato definito dallo stesso questore come un successo, soprattutto per ciò che non è accaduto. «Nell’ordine pubblico il successo si misura quando non succede nulla – ha spiegato – ma quel “nulla” è il frutto di un anno di intenso lavoro».
Accanto alla dimensione degli eventi straordinari, resta centrale l’attività quotidiana sul territorio. Nel corso dell’ultimo anno la Questura di Belluno ha operato su più fronti: dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alle indagini su truffe ai danni di anziani, dai reati contro la persona fino agli interventi per stalking, violenza di genere e tutela dei minori. Significativi anche gli interventi di soccorso in ambiente montano, le operazioni di prevenzione e controllo del territorio e il lavoro svolto dalla Polizia Postale, impegnata in indagini delicate su reati informatici e pedopornografia.
Un impegno che il questore ha voluto leggere come frutto dello spirito di squadra e di una collaborazione diffusa. «La Polizia non è solo un’istituzione – ha detto – è un legame vivo con la comunità. Dietro ogni uniforme c’è una persona che sceglie di mettere al primo posto la sicurezza degli altri». Parole accompagnate da un ringraziamento esplicito ai 277 operatori della Questura, del Commissariato di Cortina e delle specialità, per il lavoro svolto in un contesto che resta complesso e in continua evoluzione. Uno sguardo è stato infine rivolto al mondo giovanile, con un invito a non sottovalutare segnali di disagio e a rafforzare il dialogo tra istituzioni, famiglie e scuola, accanto alla necessità di valorizzare esempi positivi e virtuosi. «Intercettare prima che sia tardi – ha ammonito – è una responsabilità condivisa».





