Un segnale luminoso nel cuore della città per richiamare l’attenzione su un tema spesso nascosto. Nelle serate di sabato e domenica, la Torre del Castello di Feltre, tra i simboli di Feltre, si è illuminata di lilla in occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla, celebrata il 15 marzo e dedicata alla sensibilizzazione sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione.
Un gesto simbolico ma dal forte valore, scelto dall’amministrazione comunale per accendere i riflettori su patologie complesse e spesso poco visibili, che non riguardano soltanto chi ne soffre ma coinvolgono profondamente anche le famiglie e le persone più vicine.
«È importante mantenere alta l’attenzione – sottolinea il sindaco Viviana Fusaro – perché questi disturbi non sono sempre immediatamente riconoscibili, ma possono avere conseguenze profonde sulla vita delle persone. Non bisogna avere paura o vergogna di chiedere aiuto: sul territorio esistono servizi e professionisti pronti ad accompagnare chi vive queste situazioni, sia dal punto di vista sanitario sia attraverso il sostegno della comunità. Una comunità è davvero tale quando non lascia indietro nessuno».
La ricorrenza del Fiocchetto Lilla viene promossa a livello nazionale dalle associazioni Consult@noi e Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari, realtà che riuniscono decine di associazioni di familiari attive in tutta Italia nel campo della sensibilizzazione e del supporto alle persone colpite da disturbi legati all’alimentazione. In molte città italiane la giornata è accompagnata da incontri pubblici, iniziative culturali e momenti di confronto dedicati al tema.
Anche a Feltre l’adesione all’iniziativa vuole essere un segnale di attenzione e vicinanza verso chi affronta ogni giorno queste patologie, spesso gravi e invalidanti. All’aspetto simbolico si affianca infatti quello della sensibilizzazione e dell’informazione.
«Fare cultura su questi temi è fondamentale – aggiunge l’assessore alla cultura Flavia Colle –. Parlare dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, diffondere informazioni corrette e contribuire a superare lo stigma che ancora li accompagna è il primo passo per non far sentire sole le persone coinvolte. Iniziative come questa aiutano a creare maggiore consapevolezza e a costruire una comunità più attenta e solidale».





