Rio Levis è stato rieletto alla guida di Cia Belluno. La conferma del mandato quadriennale è arrivata ieri (26 febbraio) nel corso dell’assemblea che ha riunito soci e dirigenti al ristorante Al Borgo. Un rinnovo che arriva in una fase «particolarmente complessa» per l’agricoltura provinciale. Un settore che nel Bellunese vale 300 milioni di euro l’anno e conta 2.000 imprese attive, ma che – come ha spiegato lo stesso Levis – oggi si trova ad affrontare criticità senza precedenti. Nel mirino della Confederazione la bozza di accordo di libero scambio tra Unione Europea e Paesi del Mercosur. Per Cia Belluno l’intesa non garantirebbe regole comuni e rischierebbe di introdurre sul mercato europeo prodotti realizzati con metodi e sostanze vietati in Italia. Effetti che, secondo Levis, inciderebbero sia sulla concorrenza sia sulla tutela dei consumatori.
Altro nodo: la proposta di riforma Pac 2028-2032, che prevede un taglio del 20% ai contributi agricoli. Per la provincia di Belluno significherebbe una riduzione di oltre 15 milioni di euro in cinque anni. Preoccupazioni anche per il possibile Fondo unico europeo, che accorperebbe risorse destinate non solo all’agricoltura ma anche ad ambiente, industria, difesa e digitale. Un accostamento che, per Levis, metterebbe il settore primario in competizione diretta con comparti decisamente più forti.
Sul fronte locale pesa il tema della fauna selvatica. L’Italia ha recepito il declassamento del lupo da “particolarmente protetto” a “protetto”, ma per Cia Belluno servono ora misure concrete per limitare le predazioni. All’attenzione dell’associazione anche la gestione di cinghiali, cervi e corvi, sempre più impattanti sulle attività agricole. Resta aperta anche la questione dell’equo reddito. Oggi agli agricoltori arriva, in media, soltanto il 10% del prezzo finale dei prodotti: una condizione che, evidenzia Levis, «non consente alcuna programmazione» e frena investimenti e ricambio generazionale. Da qui la richiesta di un intervento politico deciso. «Serve una linea chiara e immediata: l’agricoltura deve tornare priorità», ha ribadito il presidente riconfermato, tracciando le direttrici del nuovo mandato tra tutela del territorio, valorizzazione delle imprese e sostegno alle comunità rurali.





