Una domenica da ricordare per lo sport italiano e per le Dolomiti bellunesi. Lo sottolinea il Presidente della Provincia Roberto Padrin, che parla di «giornata straordinaria, capace di regalare emozioni indimenticabili a chi era presente e a milioni di spettatori nel mondo».
Brignone illumina l’Olympia, Vittozzi e la staffetta completano la festa
Sull’Olympia delle Tofane, Federica Brignone firma la doppietta d’oro tra superG e gigante, trascinando Cortina in un’esplosione di entusiasmo. «Federica ha interpretato al meglio lo spirito olimpico – commenta Padrin – sostenuta da un pubblico incredibile. Bravissime anche le altre azzurre, vicinissime al podio».
Dalle discipline nordiche arrivano altre gioie: l’oro della sappadina Lisa Vittozzi nel biathlon e il bronzo della staffetta maschile di sci di fondo, con prove solide del sappadino Davide Graz e del trichianese Elia Barp. «I nostri atleti – aggiunge Padrin – confermano quanto questo territorio sia fucina di talenti e quanto la cultura dello sport di montagna sia radicata nelle nostre comunità».
Organizzazione promossa, territorio aperto
Padrin evidenzia anche la buona risposta organizzativa a fronte di un’affluenza imponente. «Il parcheggio di San Vito era quasi al completo, ma tutto ha funzionato alla perfezione. La provincia è aperta e pronta ad accogliere tutti, con limitazioni solo nell’area centrale di Cortina».
Fondazione Cortina: «Una giornata destinata alla storia»
Soddisfazione anche da Fondazione Cortina, che celebra due ori, un argento e un bronzo in un’unica giornata. «I successi di oggi – afferma il Presidente Stefano Longo – raccontano la forza del movimento italiano degli sport invernali. Dalle linee perfette sull’Olympia all’argento nello snowboard cross, fino al bronzo della staffetta in Val di Fiemme con il nostro Elia Barp: una giornata indimenticabile».
Verso la seconda settimana dei Giochi
Dopo i primi dieci giorni di Milano Cortina 2026, il territorio guarda avanti con entusiasmo. «Qui – conclude Padrin – si sta scrivendo una pagina incredibile della storia dello sport».
(photocredits: Gio Auletta/Pentaphoto)





