Un anno lontano da bar, locali e luoghi di ritrovo. È la misura firmata dal Questore di Belluno nei confronti delle due minorenni arrestate lo scorso 4 gennaio dopo il blitz alla stazione ferroviaria di Longarone, dove avevano sfondato le vetrine, rubato sigarette e bottiglie di liquore e aggredito il titolare del bar intervenuto per fermarle. Il divieto – notificato alle giovani alla presenza dei genitori – vale per tutta la provincia e scatta ogni giorno nella fascia 17-24, quella più sensibile per assembramenti, movida e situazioni a rischio. Un provvedimento pesante, previsto dal D.A.C.Ur. (art. 13 bis del D.L. 14/2017), che la Questura utilizza per contrastare degrado urbano, violenze e comportamenti devianti.
Secondo gli investigatori, la presenza nei locali di minorenni già coinvolte in episodi così gravi può mettere in crisi la sicurezza e la normale fruizione degli spazi pubblici. Da qui la scelta di intervenire in modo preventivo, con un obiettivo chiaro: bloccare sul nascere possibili nuove condotte illecite.
Il provvedimento non ha solo una valenza sanzionatoria. Punta anche a un forte richiamo educativo: riportare le due giovani al rispetto delle regole e impedire che una notte di vandalismi e aggressioni diventi l’inizio di una spirale ben più pericolosa. Una misura, spiegano dalla Questura, che si inserisce nella strategia di prevenzione avanzata adottata sul territorio bellunese, sempre più orientata a intervenire prima che le situazioni degenerino, soprattutto quando a essere coinvolti sono giovanissimi.





