Si è chiuso con il viaggio studio “Icone del Territorio” il progetto OPTI-RAIL, guidato da CertotticaGroup e co-finanziato dal programma Interreg VI-A Italia-Austria 2021-2027 CLLD Dolomiti LIVE, che negli ultimi due anni ha visto al centro della ricerca il tema della conservazione e del restauro.
La scorsa settimana, una delegazione italo-austriaca – tra partner di progetto e soggetti interessati al tema – è stata impegnata in un percorso immersivo tra il Cadore e il Longaronese: il focus, visto il territorio visitato, non poteva che essere la vita dell’occhiale, dalla produzione artigianale della Luxol di Lozzo di Cadore alla ex Safilo di Calalzo – dove si è osservato come i modelli storici dagli anni ’30 a oggi reagiscono agli effetti del tempo -, fino alla visita al Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore e alla mostra “Non siamo eterni”.
Proprio su quest’ultimo tema e sulla sfida della conservazione il progetto ha portato i risultati più innovativi: «Il campo del restauro delle materie plastiche come nitrato e acetato di cellulosa è ancora molto giovane e problematico. – sottolinea Alice Hansen, funzionaria della Sovrintendenza di Napoli – Questi materiali non sono nati per durare in eterno e presentano, già pochi decenni dopo la realizzazione, segni di degrado importanti». Con OPTI-RAIL, CertotticaGroup ha lavorato per fornire strumenti metodologici e scientifici che oggi mancano, con l’obiettivo non di fermare il tempo, ma di rallentare il degrado e salvaguardare l’integrità di questi manufatti culturali.
La due giorni bellunesi si è poi conclusa a Longarone, prima nei laboratori di CertotticaGroup e poi con una visita alla diga del Vajont. A confermare il buon esito del progetto è Marco Calvi di CertotticaGroup: «Abbiamo caratterizzato occhiali storici per studiare metodologie che potrebbero ridurre l’avanzamento del degrado dei polimeri. Il progetto si chiude positivamente tanto che abbiamo la volontà di continuare a collaborare per nuove progettualità future, sia all’interno del Dolomiti Live che in altri ambiti».
Se in Italia ci si è concentrati sulle montature, in Austria l’attenzione è andata ai treni: l’austriaca EBFL (Associazione Amici della Ferrovia di Lienz) ha infatti lavorato al restauro di una locomotiva diesel del 1973, un mezzo storico che percorreva le ferrovie dell’Osttirol e che, grazie al progetto, è stato oggetto di un ripristino non solo estetico ma anche meccanico e funzionale, per essere restituito alla comunità e ai turisti.





