La montagna che domina, l’uomo che la vive, l’emozione che resta. È questo il cuore di “Loris – Equilibri e montagne”, la mostra allestita al piano interrato del municipio di Limana: un centinaio di fotografie che riportano in primo piano la tecnica, la spontaneità e la visione di Loris De Barba. Un’anteprima potente, l’ultima prima del via ufficiale alla 29ª edizione di Oltre le vette.
«Un’esposizione che meriterebbe un contorno internazionale», ha detto il sindaco Michele Talo, ricordando come Loris, limanese, sapesse «coniugare tecnica e creatività, rappresentando l’uomo e la montagna nella loro dimensione originaria». Una montagna sempre imponente, ma in dialogo con chi la attraversa.


A sottolineare la cifra dell’autore è stato anche Francesco Vascellari, del comitato tecnico della rassegna: «Nei suoi scatti non c’è posa, c’è verità. L’impegno, l’allegria, l’essenza dell’andare in montagna». Le opere – selezionate con l’aiuto di Renzo Bogo del Circolo Fotografico Bellunese – sono state stampate da Mauro De Santi e distribuite in quattro sale: montagne senza componente alpinistica, immagini d’azione, e un bianco e nero che Loris amava profondamente. L’allestimento porta la firma degli amici più vicini, tra cui Max Bortot: «Anita e i familiari ci hanno dato massima libertà. Prendere in mano le sue fotografie è stata un’emozione fortissima».



La mostra apre la seconda sessione di Oltre le vette e segna una nuova tappa “fuori dal Comune”. «Per la prima volta siamo a Limana, e lo facciamo con una mostra di alto livello tecnico e artistico», ha ricordato Flavio Faoro. «Loris era un grande alpinista, un grande fotografo e un grande amico. Lui non c’è più, ma le sue immagini continuano a parlare».
Il percorso si chiude con una lettera dei primi anni Ottanta, in cui Loris racconta lo spirito con cui fotografava: «Non ho ancora capito se la mia più grande passione sia la montagna o la fotografia». Una frase che oggi suona come una sintesi perfetta del suo lavoro: emozioni che arrivano dritte, senza filtri.
La mostra è visitabile fino al 25 gennaio, con ingresso libero.





