Il 2026 si apre con un messaggio chiaro e diretto: «È il momento di giocare le nostre carte migliori e far vedere al mondo quanto vale la montagna veneta e bellunese». A parlare è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e del Gruppo nazionale Grandi Eventi, Olimpiadi ed Economia della Montagna, che nel primo giorno dell’anno richiama imprese, istituzioni e comunità alla massima concentrazione in vista di Milano Cortina 2026.
Per Berton, le Olimpiadi non sono solo un appuntamento sportivo, ma «la base per costruire la montagna del futuro». Il mondo dell’impresa – dal turismo alla manifattura – è pronto, sottolinea, ma ora serve «coinvolgere ancora di più popolazione, giovani e scuole: saranno loro i veri custodi della legacy olimpica».
«Una corsa contro il tempo, ma le imprese hanno fatto la differenza». La presidente riconosce il lavoro svolto nei cantieri olimpici: «È stata, ed è tuttora, una corsa contro il tempo, ma le imprese hanno saputo imprimere una svolta grazie a lavoratori capaci e competenze di primo livello». Un impegno che ha permesso di recuperare buona parte del ritardo accumulato: «A loro va la nostra gratitudine».
La sfida del post-evento
Le prossime settimane saranno decisive, ma Berton guarda già oltre: «La gestione del post-evento sarà altrettanto cruciale. L’eredità olimpica è fatta di opere da completare e da realizzare – penso alle varianti di Longarone e Cortina – ma anche di entusiasmo e visibilità internazionale». Un patrimonio che, avverte, non va disperso: «Nessuno vuole cattedrali nel deserto, ma opere vive e sostenibili, azioni concrete e misurabili».
«I bellunesi sono pronti, come nel 1956»
Nel suo appello finale, Berton chiama in causa Governo, Regione e gli enti impegnati nell’organizzazione dei Giochi: «I bellunesi sono pronti a fare ancora una volta la loro parte, come nel 1956, anno dei primi Giochi Olimpici a Cortina, momento di rinascita e ricostruzione». Settant’anni dopo, conclude, «siamo qui a cogliere le sfide del nostro tempo, con la responsabilità di chi vuole rimanere sul proprio territorio e continuare a farlo crescere».





